Assunzioni sospette all’Università di Salerno: indaga la Procura di Nocera Inferiore. Favoritismi nel reclutamento di personale tecnico amministrativo in servizio presso gli uffici dei vari dipartimenti dell’Unisa nel triennio 2014-2016. Questo il sospetto che ha portato all’acquisizione del faldone del bando di gara per l’affidamento di un appalto di oltre 700mila euro ad una società interinale di Milano, incaricata di trovare personale a tempo determinato per gli uffici della cittadella universitaria e dei vari dipartimenti. Quindici persone, per un incarico biennale rinnovabile, sarebbero state assunte grazie a corsie preferenziali. La scorsa settimana, gli agenti dell’ufficio di polizia, interno alla cittadella universitaria di Fisciano, hanno effettuato un accesso presso la direzione amministrativa dell’Ateneo, per acquisire – su delega della Procura di Nocera Inferiore – i documenti del bando di gara. L’acquisizione ha creato non poco allarme tra i dipendenti della direzione dell’Ateneo, che hanno dovuto consegnare i documenti relativi al bando approvato con una delibera interna nel 2014. Tra i quindici amministrativi assunti, secondo l’ipotesi investigativa, vi sarebbero familiari e amici di noti dirigenti dell’Università. Il sospetto è che quelle assunzioni, nonostante siano state fatte attraverso una nota società interinale milanese, siano state pilotate per favorire persone già note. Insomma assunzioni decise prima ancora delle selezioni. Il magistrato ha delegato l’accesso negli uffici del direttore generale, Attilio Bianchi, dove erano custoditi gli atti di gara e i documenti, che sono stati inviati, nei giorni scorsi, alla Procura nocerina per la verifica. A far aprire l’inchiesta un esposto dettagliato nel quale vengono paventati sospetti su quelle assunzioni all’interno del settore amministrativo dei vari dipartimenti universitari. Piuttosto che di “raccomandazioni”, secondo l’ipotesi investigativa, vi sarebbe stato un bando pilotato per l’assunzione di alcune persone. Il presunto “imbroglio” amministrativo dovrà essere supportato dall’esame degli atti in un’inchiesta che al momento non vede nessun indagato. Da pochissimi giorni il faldone è al vaglio degli uomini della polizia giudiziaria della Procura nocerina che stanno verificando la regolarità della gara d’appalto. Sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti la regolarità dell’appalto, i criteri di selezione e di valutazione dei candidati scelti dalla società milanese, ma anche i legami parentali con storici dirigenti dell’Università. Il personale selezionato è già impiegato presso gli uffici con incarichi a tempo determinato rinnovabili. Per la Procura l’affidamento delle selezioni alla società interinale potrebbe essere stato un escamotage per sviare i sospetti su eventuali favoritismi o nepotismi e per impedire che i sindacati controllassero le procedure di assunzione avviate a partire dal 2014. Quasi allo scadere del triennio di riferimento del bando è arrivato in Procura l’esposto sull’assunzione dei 15 addetti, assunti con diverse mansioni, nel settore tecnico amministrativo. La denuncia, ritenuta fondata dagli inquirenti, ha spinto il magistrato ad acquisire la documentazione per verificare la corrispondenza tra quanto denunciato e quanto si sta verificando negli uffici amministrativi del campus di Fisciano. Non è escluso che dopo l’esame dei primi documenti acquisiti, la Procura deleghi gli investigatori ad effettuare ulteriori acquisizioni documentali o testimoniali. Un’inchiesta appena nata che potrebbe “scoperchiare” un sistema strutturato di favoritismi e nepotismi all’interno dell’Università con il conseguente danno d’immagine per l’intero Ateneo salernitano.

Rosaria Federico

Redazione Cronache della Campania