.Sarà l’ex assessore della giunta Iervolino, Valeria Valente, oggi deputato della Repubblica , la prescelta a sfidare Antonio Bassolino alle primarie per le comunali di Napoli. Cresciuta politicamente nell’area vicina all’ex sindaco di Napoli, Antonio Bassolino, la candidatura di Valente oltre a godere del placet romano del presidente dei Dem Matteo Orfini, sarebbe stata caldeggiata a Napoli proprio dall’ex delfino di Antonio Bassolino, Andrea Cozzolino.  Una sorta di patto generazionale tra i giovani di Rifare l’Italia che vederebbe Valeria Valente e Andrea Cozzolino dall’altra parte della barricata. Valente dovrebbe raccogliere intorno al suo nome le preferenze dei gruppi che fanno capo ai consiglieri regionali Mario Casillo e Lello Topo, del parlamentare Leonardo Impegno e dei renziani doc. Mentre si sussurra che i renziani potrebbero a questo punto calare un proprio nome , area riformista precisa attraverso una nota passata alle agenzie : “Ogni mattina, nel Pd napoletano, si alza una persona e parla a nome di un gruppo. Avesse almeno l’attenzione di avvertire gli altri. E’ brutto che ciascuno di noi debba apprendere dai giornali qual è la sua posizione. La prossima volta, preghiamo almeno della cortesia di essere avvisati. Basta un sms”. Così in una nota congiunta gli esponenti della componente Pd ‘Area riformista’, la parlamentare Luisa Bossa, Elisabetta Gambardella, presidente dell’assemblea provinciale di Napoli del Pd, Massimo Paolucci, parlamentare europeo e il deputato Giorgio Piccolo. “Al di là dell’ironia – continuano gli esponenti dell’area facente capo al’ex presidente del gruppo Pd alla Camera dei deputati, Roberto Speranza – bisogna chiarire che l’Area alla quale apparteniamo per cultura politica e radici comuni, è ampia, articolata, e come tutti i collettivi non deve essere coinvolta in partite personali. Ognuno ha il diritto di fare la sua battaglia, di condurla come meglio crede, con le scelte che ritiene più giuste. Ma va chiarito che non si tratta di posizioni collettive. Non si può investire un’area politica di scelte che riguardano la città di Napoli, su cui non si è discusso insieme, non si sono assunte posizioni di gruppo, non si sono indicati candidati o riferimenti collettivi”.

Longobardi