Castellammare: restyling del porto, lavori mai eseguiti

E’ di circa due anni fa l’annuncio di ben 1 milione di euro di lavori per il restyling del porto di Castellammare di Stabia. Ebbene oggi di quel progetto e soprattutto di quei fondi destinati alla riqualificazione del porto della città delle acque, non resta alcuna traccia. Sembrano addirittura svaniti nel nulla così come l’intenzione di rilanciare lo storico porto stabiese, da sempre di fondamentale importanza nello scacchiere portuale sia della campania che del mediterraneo. In programma vi erano il raddrizzamento della banchina del molo di sopraflutto, la manutenzione straordinaria di tutte le banchine e delle parti comuni e interventi per gli impianti della pubblica illuminazione. Ma tutto ciò sembra essere una lontana chimera. Di tutte queste promesse, a distanza di due anni, non sono seguiti fatti, neanche un minimo tentativo di mettere in cantiere le opere. Eppure il progetto di restyling del polo stabiese fu approvato presso l’Autorità Portuale di Napoli e inserito, per la sua realizzazione, nella prima annualità del piano delle opere pubbliche del 2014. In tutto dovevano essere tre gli interventi previsti e già cantierabili entro i prossimi sessanta giorno. I lavori, per un totale di quasi un milione di euro, dovevano avere inizio prima dell’estate 2014. Tra gli interventi previsti vi era inoltre il raddrizzamento, attraverso corpi mobili, della banchina del molo di sopraflutto per consentire l’ormeggio di navi da crociera di una portata superiore a quella attualmente consentita, per un impegno di 200 mila euro. Si doveva poi procedere ad una manutenzione straordinaria di tutte le banchine e delle parti comuni. Un progetto che doveva migliorare e rivoluzione il porto di Castellammare, con tanto di intervento per gli impianti della pubblica illuminazione del porto, in modo da renderlo idoneo ad ospitare e permettere l’ormeggio di grandi navi da crociera. Lavori che furono sbandierati a destra e a manca dall’allora assessore al Turismo Nicola Corrado che definiva il porto di Castellammare come «un asset strategico dell’intera città per cui bisogna coinvolgere tutte le forze economiche per dare speranza e forza ai nostri giovani». Ma alle parole non sono però seguiti i fatti. Nemmeno gli interventi previsti per la seconda e terza annualità del piano triennale delle opere pubbliche dell’autorità portuale, per complessivi 43 milioni di euro sono stati eseguiti. Ancora una volta a perderci è stata la città, con l’ennesima occasione di rilancio, anche turistica, rimasta una lontana chimera.

 Girolamo Serrapica

Girolamo Serrapica