L’ arcivescovo Caputo scrive al sindaco: “Speriamo che Pompei continui ad essere una città accogliente”

”E’ desiderio mio, dei sacerdoti, delle religiose, dei laici impegnati nelle nostre numerose istituzioni che Pompei continui ad essere quella che deve essere: una città accogliente per tutti, innanzitutto per i suoi cittadini; per i turisti ed i pellegrini che, a milioni, ogni anno affollano il suo suolo”. Così l’arcivescovo di Pompei, Tommaso Caputo, in una lettera al sindaco Ferdinando Uliano in occasione dell’anniversario della nascita del Comune, avvenuta il 29 marzo 1928. ”In poco più di cinquant’anni quella che, nel 1872, al primo arrivo dell’avvocato Bartolo Longo, era una valle abbandonata, divenne una ridente cittadina, con tutti i servizi essenziali, tale da meritarsi di diventare Comune autonomo”. L’arcivescovo Caputo esorta quindi tutti i cittadini di Pompei ad agire con pari ”tenacia e risolutezza con cui portare avanti le migliori iniziative per il bene della comunità cittadina”, mediante una ”collaborazione leale, rispettosa e concreta tra tutte le forze positive della città”. Il tutto ricordando che Pompei ”rappresenta un unicum nel panorama mondiale, in quanto punto d’incontro tra la fede e la carità, tra la storia e la religione, tra l’arte e la devozione”.