Ercolano: ad una settimana dall’affondamento del Rosinella è ancora viva la speranza

E’ trascorsa una settimana esatta da quando si sono perse le tracce nelle acque del mare di Gaeta del pescherecchio “Rosinella”, di Ercolano con i tre componenti dell’equipaggio a bordo. Ma ancora nessuna traccia dei tre dispersi: il comandante 44enne di Ercolano, Giulio Oliviero, il marinaio 60enne Khalifa Sassi e suo figlio 24enne Saipeddine, tunisini ma residenti a Ercolano. La famiglia del comandante, a questo punto continua a sperare che siano ancora vivi. Operazione di recupero complicata perché dalla Capitaneria di Porto di Gaeta fanno sapere: “Ci stiamo concentrando sulla ricerca dei dispersi perché non abbiamo la certezza che i corpi siano nel peschereccio. L’unica certezza è che il relitto sia Rosinella perché abbiamo letto il nome sul mascone di prua. Stiamo battendo l’area continuamente alla ricerca di qualche altro detrito o segnale ma dopo il boccaporto, non abbiamo trovato più nulla”. L’altro giorno il ROV (Remote Operate Vehicle) del cacciamine “Chioggia” della Marina Militare italiana non è riuscito a entrare nel Rosinella per verificare se ci fossero i corpi, perché la presenza di reti intorno al mezzo lo ha impedito. E ora si è in attesa dell’arriva di un’altra nave con attrezzature specifiche e palombari abilitati a scendere a quella profondità. E infatti sempre la Capitaneria di  Gaeta ha voluto precisare: “Abbiamo inoltrato la richiesta alla Marina Militare e attendiamo la disponibilità. Non abbiamo effettuato altre immersioni perché per scendere a quella profondità occorrono i palombari, abilitati a calarsi fino ai 70 metri, mentre i sommozzatori non possono superare i 40 metri. Inoltre, stamattina il mare era forza 5 e non c’erano le condizioni di sicurezza per gli operatori”. E ad Ercolano a casa Oliviero cresce l’attesa ma la speranza di ritrovare il capitano Giulio e il suo equipaggio è sempre viva.

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