“Sono molto preoccupato che la notizia della mia scelta possa trapelare, temo la reazione che mio fratello Carlo, attualmente libero, ho paura per i miei figli ed in particolare per Enzo che è piccolo ed ha anche lasciato la scuola ….Con mio fratello Carlo non ho piu’ rapporti da quando …(Omissi)…Dico comunque che Carlo è molto pericoloso, vedete di arrestarlo quanto prima” . E’ il 21 marzo scorso quando Mario Lo Russo uno dei ras dei “capitoni” di Miano  davanti al magistrato della Dda di Napoli fa le sue prime dichiarazioni da pentito. E lo fa mostranado la sua estrema preoccupazione nei confronti del fratello Carlo, uscito dal carcere nell’estate scorso e colpito da nuove ordinanze di custodia caurelare negli ultimi mesi. Il verbale di Mario Lo Russo è contenuto nelle 504 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare che l’altro giorno ha portato in carcere 24 tra boss e gregari della cosca che controllava gli affari illeciti tra Miano,Piscinola, Capodimone, la don Guanella e San Pietro a Patierno.Mario Lo Russo è stato condannato a 14 anni di reclusione per associazione finalizzata al traffico di droga ed ad anni 6 mesi 8 di reclusione per la violazione legge armi. Sin dal primo verbale di interrogatorio ha ammesso le proprie responsabilità in relazione ai fatti per i quali è stato di recente condannato in primo grado e per una serie di vicende omicidiarie in relazione alle quali invece non era indagato. Ecco quanto da lui dichiarato:

“…ho chiesto tramite la polizia penitenziaria di questo carcere di parlare con Lei in quanto è mia intenzione cambiare vita e collaborare con la giustizia. Riferirò tutto quanto è a mia conoscenza, e dico da subito che ho maturato questa scelta nel corso di questi due anni di detenzione ed in particolare perchè hanno abbandonato la mia famiglia e non vorrei che mio figlio prendesse una cattiva strada .Per quanto riguarda la mia vita criminale, ho già riportato condanne passate in giudicato per i reati di cui agli artt. 416 bis c.p.e. 74 dpr 309 /90, ed ho già scontato la pena.Tornato in libertà nell’aprile del 2013 sono poi stato da lei arrestato nel marzo del 2014 per la vicenda connessa all’omicidio di mio genero Raffone Domencio e sono stato condannato in primo grado per i reati di porto detenzione d’arma in concorso con mio genero alla pena di 6 anni ed otto mesi . In seguito sono stato destinatario della o.c.c. per il reato di cui ll’art. 74 dpr 309/90 e sono stato condannato in primo grado alla pena di anni 14 di reclusione.Nell’ambito della famiglia Lo Russo ho senza dubbio rivestito un ruolo importante, ero uno che sparava, dapprima c’era Vincenzo, poi dopo la sua morte Giuseppe e poi, dopo l’arresto di Giuseppe, Salvatore . In famiglia c’era una scala gerarchica ed io venivo dopo i miei fratelli ma dico subito che avevo il mio peso perchè come ho detto ero uno che sparava, ed ho infatti commesso diversi omicidi …(Omissis)

Sono stato detenuto dal 1991 al 1998 e poi nuovamente arrestato nel 1999 sino al 2013.

Omissis

Durante la mia lunga detenzione io venivo infomato, anche con semplici gesti capivo , veniva Salvatore o qualcuno dei miei generi , oppure le notizie le sapevo da altri detenuti. Io sono stato detenuto a Livorno Voghera e Trani.

Quando ha iniziato a collaborare mio fratello Salvatore ero detenuto a Catanzaro, lo seppi per telefono da mia figlia Mena. La mia cella affacciava sulla stada e potevo parlare tranquillamente . Vennero Scognamiglio Salvatore e Palumbo Gennaro a trovarmi ed io parlai con loro, dissi loro che dovevano togliere di mezzo mio nipote Tonino e prendere loro il comando. Dopo poco è stato ucciso Scognamiglio. Non volevo che Tonino comandasse perchè figlio di un pentito. Quando poi sono uscito nel 2013 ho fatto buon viso a cattivo gioco nel senso che lui era latitante, l’ho incontrato tramite Gigiotto e Lelle’in un paio di occasioni nella zona del Nolano , lui mi dava anche i soldi ed io aspettavo solo che lo arrestassero per prendere io le redini in mano ma invece avete arrestato prima me.

Omissis

Lelle’ era fedelissimo di Tonino , diceva che per lui si sarebbe anche messo contro a suo padre Carlo, Tonino era uno scatenato , non guardava in faccia a nessuno dopo il pentimento del padre .

Omissis

Si deve comprendere che quando sono stato scarcerato nel mese di aprile del 2013 ho trovato una situazione di anarchia, non sapevo di chi potevo fidarmi veramente. Tonino era latitante ma veniva a Miano all’improvviso. Un giorno ricordo che venne a casa di Patanella alle sei di mattina , Patanella gli procurava gli appoggi all’estero . Lelle’ e Gigiotto , Luciano, Valerio Totore Silvesti, erano liberi ed erano loro che “giravano tutto”.

Anche Palumbo Gennaro era libero, Gennaro sa tutto omissis

Tornato libero mi sono dedicato in particolare agli ospedali, insieme a De Angioletti Giulio omissis

Giulio da anni si occupa delle estorsioni agli ospedali nel senso cioè che tutto quello che gira intorno agli ospedali, è lui il responsabile. Inoltre ha fatto prendere il posto di lavoro alle figlie di Salvatore, alla moglie di Bonavolta, alla figlia di Peppe, prendono lo stipendio ma non sono registrate .

Omissis .

Gli ospedali erano divisi con Cimmino del Vomero . Il policlinico era nostro, il Cardarelli, il Monaldi e Pascale erano del Vomero cioè di Cimmino e Caiazzo.

Ho incontrato anche Luigi Cimmino nel 2013

Omissis

La persona piu’ addentro agli affari degli ospedali è Giulio De Angioletti omissis

De Angioletti fa anche droga , ha aperto una piazza a Chiaiano omissis .

Quando sono uscito in prevalenza mi sono dedicato agli ospedali insieme a Giulio DE ANGIOLETTI con i posti di lavoro e con le estorsioni .

Sono inoltre in grado di rendere dichiarazioni sui diversi affiliati che Lei ha arrestato nella mia stessa ordinanza e che hanno definito la loro posizione con il rito abbreviato come me . In particolare mi riferisco a mio nipote Lelle’ figlio di Carlo ma anche a Gigiotto, Silvestri, Nappello Valerio, Pompeo Luciano ed altri, ma ce ne sono ancora altri che non mi risulta siano stati ancora coinvolti nelle indagini come ad esempio mio nipote o’ signore, che fa droga

Ho incontrato esponenti di vertice di altri clan omissis, Accurso Antonio della Vinella Grassi.

Ho letto le dichiarazioni di Accurso sul mio conto e dico che l’ho incontrato perchè loro volevano incontrarmi ma non mi sono rifornito di droga da loro, sono stati Lelle’ Gigiotto, Valerio e Luciano ma non io. Io facevo droga ma con mio genero Raffone, sono pero intervenuto per evitare che sorgessero con loro problemi in quanto mio nipote Lelle’ era andato in vacanza e non aveva onorato i tempi di pagamento della fornitura di droga ed io mi sono fatto carico, tramite mio genero Ettore Bosti, di fare avere i soldi ad Accurso.

Omissis

Sono molto preoccupato che la notizia della mia scelta possa trapelare, temo la reazione che mio fratello CARLO , attualmente libero, ho paura per i miei figli ed in particolare per Enzo che è piccolo ed ha anche lasciato la scuola ….Con mio fratello Carlo non ho piu’ rapporti da quando …(Omissi)…Dico comunque che Carlo è molto pericoloso, vedete di arrestarlo quanto prima .

Omissis

Enzo o’Signore si occupa di droga ha una sua piazza dove abita lui con molti ragazzi vicino, come anche omissis il figlio di Carlo, Enzo, ed il figlio di Totore Milano che si chiama Gaetano

Gaetano Milano ha anche un panificio a Marianella e un distributore di gas di contrabbando

Non ho parlato con nessuno della mia scelta e non so se qualcuno dei miei familiai mi seguirà in questa scelta .

Chiedo quindi di mantenere quanto più possibile segreta la notizia considerata la reazione che potrebbe avere mio fratello Carlo.

Lo Russo Mario risponde: confermo le dichiarazioni rese.

Omissis

A.d.r per entrambe le condanne che da ultimo ho riportato devono ancora essere celebrati i processi di appello, anzi la sentenza di condanna per la droga non mi risulta essere ancora stata depositata . Sono ovviamente in grado di parlare di entrambe le contestazioni e del ruolo avuto dai miei coimputati .

Nel corso dei successivi interrogatori riferiro’ in dettaglio tutto quanto a mia conoscenza

Omissis

Dico ancora che Tonino, figlio di Salvatore, ha un prestanome, tale Giuseppe, che gestisce la panetteria che si trova dove un tempo Gennaro Palumbo aveva la macelleria ed ha anche l’appartamento dove vive ossia un appartamento all’ultimo piano, un attico .

Anche la sala scommesse Better dove è stato ucciso Scognamiglio è di Tonino

Mi risulta ancora che Peppe imponeva il pane ai vari esercizi commerciali sempre per conto di Tonino , è stato proprio lui a dirmelo, e la stessa cosa faceva Gaetano Milano con il suo panificio omissis

A.d.r non conosco invece Mariano Torre

A.d.r conosco Perfetto Ciro , figlio di Perfetto Raffaele, non ho avuto rapporti con lui

A.d.r Conosco Luigi Cutarelli padre di Egidio , non conosco invece Luigi Cutarelli il giovane se non di vista

A.d.r Non conosco Buono Antonio”

Omissis

(nella foto da sinistra Mario Lo Russo e Carlo Lo Russo)

Redazione Cronache della Campania