Ponticelli, quando comandava Nunzia D’Amico: “Sono una femmina, ma mi sento un uomo dentro…”

Una parte predominante delle 1200 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare che ha colpito gli 89 tra boss e gregari del clan dei “fraulella” D’Amico del rione Conocal di Ponticelli è dedicata alla figura della donna boss Nunzia D’Amico “a passulona”. Ruota intorno al suo potere, alle sue decisioni lo scontro che c’è stato con i “Bodo” De Micco e che l’ha vista soccombere perché uccisa sotto casa nonostante pensasse essere intoccabile in quanto donna nell ‘ottobre dello scorso anno. Omicidio che, per il momento, ha sancito la fine del cruento scontro. Eppure Nunzia D’Amico era una che comandava davvero e che si “sentiva uomo dentro” come  diveva lei stessa nel corso di una delle tante consversazioni intercettate nella sua abitazione dalla microspia abilmente piazzate dalle forze dell’ordine e che per sei lugnhi mesi hanno carpito tutti i segreti dei D’Amico. Parte di queste intercettazioni vengono riportate dal quotidiano Il Roma in edicola oggi. Eccole

Era il 14 marzo 2014 e a parlare erano la sorella dei boss Antonio e Giuseppe “Fraulella” e Raffaele Stefanelli detto “’o russo”.

Nunziata: «Con lui ci litigammo…perché io dicevo ma com’è vuoi far comandare a Tonino…siete due cognati dei “frau- lella”..ha costruito mio fratello ..perché quello ha costruito mio fratello ci è venuto a fare due ergastoli percostruire..mangiamocela noi questa fetta di torta».

Raffaele: «Mh…».

Nunziata: «No tutti con Tonino».

Raffaele: «Parla a bassissima voce».

Nunziata: «Uh…dissi io qua sto già, è un onore parlare con me».

Raffaele: «Eh»

Nunziata: «Poi dici tu con le femmine non vuoi parlare…come vuoi parlare dissi io…perché io non sono maschio, sono una femmina perché esternamente sono femmina ma dentro mi sento uomo dissi io, non lo feci parlare più…Io ho parlato con i Sarno quando erano i Sarno..mi mandavano a chiamare loro a me figuriamoci con quella poi….caro Enzuccio…..a Tonino malamente io ero incinta avevo una bucchina di pancia ho detto….dissi vicino a Tonino e cela faccio pure qua sopra la figura di merda avanti a Totore Tarantino. A Tonino…io non sono la guagliona di nessuno e non ho mai fatto la guagliona di nessuno…ià fai presto…con chi stai parlando dissi io..con tua sorella? Ma questa sfaccimma di confidenza io con la pancia avanti…chi sfaccimma sei».

In un’altra conversazione registrata dalla microspia, sempre a marzo del 2014, Nunziata D’Amico raccontava a un uomo chiamato “’o zio” di una proposta dei De Micco sulla spartizione degli affari illeciti rispedita al mittente. «Qua comandiamo noi e non lui», disse la donna nel riferire la sua riposta ai “Bodo” e in particolare a Salvatore De Micco (nella ricostruzione degli inquirenti)

Ecco alcuni brani dell’intercettazione. Nell’abitazione era presente anche Raffaele Stefa- nelli.

Nunziata: «Ha lasciato a lui in mezzo alle tarantelle ma pure a noi…perché questi qua a noi ci vennero a fare la pproposta…ci dissero voi vi state nel Conoclal e noi stiamo là sopra…però dovete…Io dissi: diglielo a Savio che qua non le mette lui le direzioni nella…nella casa dei “Fraulella”. Qua decidiamo noi, non lui».