I Casalesi e il clan D’Alessandro volevano investire in Costa Smeralda: processo per 25. Ci sono anche insospettabili imprenditori della Penisola Sorrentina

 Tutti rinviati a giudizio. Inizierà il 25 novembre prossimo davanti ai giudici della prima sezione del Tribunale di Cagliari, il processo all’europarlamentare di Forza Italia Salvatore Cicu, all’ex sindaco di Sestu Luciano Taccori e all’ex capogruppo forzista nello stesso Comune, Paolo Cau. Sono accusati di riciclaggio di denaro dei clan camorristici Casalesi e D’Alessandro assieme ad altri quattordici imputati campani. La vicenda è legata alla vendita di un terreno in Sardegna dove è sorto un villaggio turistico, poi sequestrato in via cautelare dalla Direzione distrettuale Antimafia.Il Gup del Tribunale di Cagliari, Cristina Ornano, ha quindi accolto la richiesta di rinvio a giudizio per tutti gli imputati sollecitata dal sostituto procuratore della Dda, Emanuele Secci. L’inchiesta – condotta dai militari del Gico della Guardia di Finanza guidati dal colonnello Stefano Rebechesu – è ruotata attorno alla vendita di un terreno a Villasimius da parte della società Turicost – nella quale Cicu e l’allora sindaco di Sestu, Taccori, sarebbero stati soci occulti – ad una cordata di imprenditori campani che poi hanno realizzato il villaggio turistico S’Incantu. Un’indagine molto complessa che ha potuto accertare anche l’arrivo nell’Isola, il 5 agosto 2003, di Gennaro Chierchia, noto Rino ‘o Pecorone, esponente di punta del clan camorristico D’Alessandro di Castellamare di Stabia, ucciso in un agguato il 28 ottobre 2008. Secondo l’accusa, avrebbe portato in Sardegna una valigetta con 400 mila euro in contanti per chiudere l’affare. Conclusa l’inchiesta, il pm Secci aveva sollecitato il rinvio a giudizio per tutti i 17 indagati con l’accusa di riciclaggio. A Cicu, Taccori e Cau non è comunque mai stata contesta l’associazione a delinquere né l’aggravante delle finalità mafiose. Sono finiti nell’indagine sarda, e andranno anche loro a processo a Cagliari il 25 novembre prossimo, il consigliere regionale della Campania Luciano Passariello, 55 anni di Napoli; Alessandra Coronella, 42, di Aversa; Antonino Di Martino, 51, di Piano di Sorrento; Luisa Di Martino, 43, di Vico Equense; Nicola Fontana, 56, di Casapesenna, in provincia di Caserta; Rosa Fontana, 82, di Casapesenna; Rosa Garofalo, 53, di Casapesenna; Sabino Gioia, 54, di Avellino; Angelo Miccio, 51, di Piano di Sorrento, nella città metropolitana di Napoli; Bartolomeo Piccolo, 58, di Casapesenna; Gilda Piccolo, 53, di Casapesenna; Salvatore Venturino, 50, di Napoli; Antonio Vietri, 58 di Avellino. Nel rilasciare dichiarazioni spontanee davanti al Gup, l’europarlamentare aveva dichiarato: “Sono innocente, totalmente estraneo ai fatti contestati. E’ stata una normale compravendita dove io non ero un socio occulto, ma un socio investitore. Ho acquistato quel terreno con un prestito e sono sempre stato informato di fatti leciti. Non ho nemmeno mai conosciuto nessuno degli acquirenti campani, la mia partecipazione – aveva concluso Cicu – si è limitata ad un acquisto e a una vendita”.

(nella foto il villaggio turistico s’incantu e nei riquadri a sinistra il consigliere regionale della Campania Luciano Passariello e a destra il defunto boss di Gragnano, uomo del clan D’Alessandro, Rino Chierchia ‘o pecorone)


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