‘Ndrangheta, arresti in tutta Italia, al centro appalti per Terzo Valico ferroviario: c’è anche uno stabiese

La Polizia e la Dia hanno eseguito 4i arresti in Calabria, Lazio, Liguria, Piemonte e in altre regioni del Nord Italia nei confronti di presunti appartenenti alla ‘Ndrangheta ritenuti affiliati alle cosche reggine Raso-Gullace-Albanese e Parrello-Gagliostro.
Le indagini, dirette dalla Procura distrettuale antimafia di Reggio Calabria, sono state divise in due filoni: uno, con il coordinamento del Servizio centrale operativo (Sco), è stato condotto dalle squadre mobili di Reggio Calabria, Genova e Savona; l’altro dal centro Dia di Genova, con la collaborazione degli uffici di Reggio Calabria e Roma.
Politici e funzionari dell’agenzia delle Entrate erano in contatto con alcuni dei soggetti coinvolti nelle indagini di Polizia e Dia sulle cosche della ‘ndrangheta operanti nel Nord Italia. Secondo quanto accertato dalle indagini, alcuni degli arrestati erano in contatto con “politici locali, regionali e nazionali di Reggio Calabria” e con “funzionari dell’Agenzia delle Entrate e della Commissione Tributaria” sempre della provincia di Reggio.

L’indagine della Procura distrettuale antimafia di Reggio Calabria è partita dal monitoraggio di alcune ditte che operano nel movimento terra nell’area del Savonese e si sono poi allargate. Quindici gli arresti compiuti in Liguria dalla Sezione Criminalità Organizzata della Squadra Mobile di Genova che ha curato la parte dell’inchiesta sugli appalti per i lavori al Terzo Valico ferroviario, la linea ad alta velocità che collegherà Genova a Milano. L’inchiesta è partita da alcuni accertamenti svolti dalla Dia fra il 2009 e il 2011 su alcune famiglie calabresi trapiantate in Liguria e da indagini della squadra mobile di Genova che nei due anni successivi, nel 2012 e il 2013, hanno trovato conferme, così le informazioni sono state trasferite alla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria.

La casa madre era sempre la Calabria, tra Cittanova e Palmi, ma il braccio stava in Liguria dove le cosche stavano investendo milioni di euro in appalti pubblici grazie al supporto di politici locali e nazionali ma anche di funzionari pubblici dell’Agenzia delle Entrate e della Commissione tributaria. Quarantadue arresti per ‘ndrangheta, di cui 36 in carcere, sono stati eseguiti stamattina dalle squadre mobili e dalla Dia di Reggio Calabria e Genova.

Nell’inchiesta è indagato anche il vicepresidente del Consiglio regionale Francesco D’Agostino del Pd eletto nel 2014 con 7942 voti nella lista “Oliverio Presidente” messa in piedi proprio dal governatore della Calabria. Imprenditore titolare dell’azienda “Stocco & Stocco” di Cittanova, dalla banca dati delle forze dell’ordine, Francesco D’Agostino risulta “in passato essere stato oggetto di attenzione da parte della Stazione dei carabinieri di Cittanova in quanto indicato quale uomo di fiducia del clan mafioso Raso-Albanese”. Inoltre, secondo gli inquirenti il politico calabrese è “solito accompagnarsi con pregiudicati inseriti nel clan e della Piana di Gioia Tauro”. Negli anni Ottanta, inoltre, D’Agostino era stato arrestato dal Commissariato di Gioia Tauro per detenzione abusiva di armi.

La Dda di Reggio Calabria aveva chiesto poi l’arresto del deputato Giuseppe Galati di Alleanza Liberalpopolare-Autonomie, indagato per corruzione aggravata dalle modalità mafiose, ma il gip non l’ha accolta perché non ha ritenuto sussistesse un quadro indiziario grave. “Al parlamentare viene contestata una vicenda relativa a un terreno per agevolare la composizione di alcune tematiche che riguardavano la sospensione dei lavori in un’area vincolata di Roma”, fa sapere la procura di Reggio Calabria. La stessa procura aveva avanzato una richiesta di misura cautelare ma il gip ha ritenuto che il quadro indiziario rappresentato non fosse grave, in particolare non era univoco il comportamento posto in essere né l’effettiva accettazione della promessa.

I reati contestati ai 42 soggetti arrestati vanno dall’associazione a delinquere di stampo mafioso al concorso esterno con la ‘ndrangheta passando per la corruzione e l’intestazione fittizia di società che sono state colpite anche da un provvedimento di sequestro. Polizia e Direzione investigativa antimafia, infatti, hanno applicato i sigilli a beni per oltre 40 milioni di euro. Al centro dell’inchiesta, gli interessi delle cosche della Piana di Gioia Tauro nel settore del movimento terra, delle sale giochi ma anche sui lavori per il cosiddetto “Terzo Valico”. Dalle indagini della Dda, infatti, è emerso che i summit delle cosche si svolgevano nella Piana di Gioia Tauro da dove partivano gli ordini dei boss che hanno portato all’infiltrazione della ‘ndrangheta nei subappalti della linea ferroviaria che collega Milano a Genova e che serviva a valorizzare il porto ligure.

Sono emersi, inoltre, i contatti con funzionari dell’Agenzia delle Entrate e della Commissione Tributaria. Ma anche rapporti con politici calabresi del Partito Democratico che ricoprono ruoli importanti nelle istituzioni locali. I dettagli saranno illustrati dal procuratore De Raho nel corso della conferenza stampa che si terrà in mattinata negli uffici della Procura.

Non solo politici locali: nel fascicolo dell’inchiesta ci sono i contatti anche di alcuni politici nazionali con la cosca Raso-Gullace. Rapporti che erano già emersi nel 2011 quando, nelle carte della Direzione distrettuale antimafia di Reggio e Genova era spuntato il nome del senatore Antonio Caridi per il quale presto il Parlamento dovrà pronunciarsi per l’arresto nell’ambito di un’altra inchiesta della Procura calabrese. All’epoca Caridi era assessore regionale alle Attività produttive ed era finito nel dossier che l’allora capo della Dda di Genova Vincenzo Scolastico consegnò all’ex presidente della Commissione parlamentare antimafia Beppe Pisanu. Un dossier dove erano ricostruiti alcuni passaggi che hanno consentito alla ‘ndrangheta di infiltrarsi nel territorio ligure.

“L’indagine – in uno stralcio di quel dossier si faceva riferimento all’appoggio fornito dalle famiglie emigrate in Liguria nella campagna elettorale per le regionali in Calabria – ha consentito di documentare l’alacre attività di sostegno svolta, nell’ultimo voto regionale, da esponenti della cosca, anche con palesi intimidazioni, a favore del candidato Antonio Stefano Caridi”.

Sono 40 le persone arrestate nell’ambito dell’inchiesta contro le cosche della ‘ndrangheta denominata Alchemia. In carcere sono finiti in 34:

Antonino Raso, nato a Cittanova (Reggio Calabria), 68 anni;

Fabrizio Accame, nato ad Albenga (Savona), 37 anni;

Carmelo Gullace detto “Nino”, nato a Cittanova), 65 anni;

Elio Gullace, nato a Cittanova, 58 anni,

Giulia Fazzari, nata a Genova, 57 anni;

Antonio Fameli, nato a San Ferdinando di Rosarno (Reggio Calabria), 78 anni;

Giampaolo Sutto, nato a Genova, 55 anni;

Marianna Grutteria, nata a Serravalle Scrivia (Alessandria), 46 anni;

Orlando Sofio, nato a Cittanova, 62 anni;

Agrippino Sipala, nato a Raddusa (Catania), 68 anni;

Vincenzo D’Amico, detto “Enzo”, nato a Taurianova (Reggio Calabria), 48 anni;

Alfredo Beniamino Ammiragli, detto “Direttore”, nato a Castellammare di Stabia (Napoli), 49 anni;

Massimiliano Corsetti, detto “il romano”, nato a Roma, 55 anni,

Girolama Politi, nata a Cittanova, 64 anni;

Girolamo Giovinazzo, detto “Jimmy”, nato a Cittanova, 44 anni;

Francesca Politi detta “Luciana”, nata a Roma, 43 anni;

Rocco Politi, nato a Cittanova, 59 anni;

Rosario Politi, nato a Cittanova, 57 anni;

Luigi Taiano, nato a Napoli, 47 anni;

Michele Albanese, nato a Rosarno (Reggio Calabria), 61 anni;

Fortunato Caminiti, detto “Gaetano”, nato a Taurianova, 57 anni;

Candeloro Gagliastro, detto “Enzo” o “geometra” o ” Cecè” o “principale”, nato a Taurianova, 48 anni;

Carmelo Gagliostro, nato a Palmi (Reggio Calabria), 42 anni;

Pietro Pirrello, detto “Piero”, nato a Reggio Calabria, 40 anni;

Demetrio Rossini, detto “Demi” o “portachiavi” o “messo”, nato a Palmi, 43 anni;

Adolfo Barone, nato a Palmi, 49 anni;

Fortunata Militano, detta “Nuccia”, nata a Palmi, 46 anni;

Rocco Filippone, nato a Palmi, 35 anni;

Gabriele Parisi, detto “il consulente” o “ciuchino” o “ciu-ciu”, nato a Palmi, 34 anni;

Vincenzo Zoccoli, nato a Palmi, 40 anni;

Pietro Giovanni, detto “Giampiero” o “Mister Dollaro”, nato a Palmi, 46 anni;

Francesco Gullace detto “Ciccio”, nato a Cittanova, 67 anni;

Francesco Raso, nato a Polistena (Reggio Calabria), 24 anni;

Pantaleone Contartese, detto “Leone” o “Luni”, nato a Limbadi (Vibo Valentia), 70 anni

Sono agli arresti domiciliare in sei:

Rita Fazzari, nata ad Albenga, 46 anni;

Roberto Orlando, nato ad Albenga, 45 anni;

Salvatore Orlando, nato a Vibo Valentia, 46 anni;

Antonio Galluccio, nato a Cinquefrondi (Reggio Calabria), 35 anni;

Giuseppe Iero, detto “Peppe”, nato a Reggio Calabria, 34 anni.

Due le misure interdittive con sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio:

Annunziato Vazzana, detto “Nuccio”, nato a Santo Stefano in Aspromonte (Reggio Calabria), 51 anni;

Salvatore Mazzei, nato a Calanna (Reggio Calabria), 60 anni.