Sapri: arriva Goletta Verde e va giù l’Ecomostro

 A Sapri, in provincia di Salerno, giù l’ecomostro a ridosso della Statale 18. In occasione del passaggio della Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente a difesa dei mari e delle coste italiane, si è proceduto ad abbattere alcune parti della struttura ex cementificio che, da oltre sessant’anni deturpa una delle aree più affascinanti della Campania. La demolizione del fabbricato di località Pali a Sapri, un mostro di cemento le cui fondamenta furono gettate nel 1948, è iniziata nei mesi scorsi. Cinque anni dopo i lavori di costruzione furono interrotti e da allora quello scheletro è stato lasciato al completo abbandono. Nel 2013, sempre in occasione del passaggio di Goletta Verde a Sapri, fu firmato un protocollo d’intesa tra il Comune, la società Club Tirrenico srl proprietaria dell’immobile e Legambiente per procedere all’abbattimento della struttura. Una proposta della stessa amministrazione comunale che ritiene la riqualificazione del fronte-mare un obiettivo strategico per lo sviluppo socio-economico dell’area, proprio attraverso interventi di valorizzazione ambientale e paesaggistica dei siti degradati. “Abbattere gli ecomostri, legali o illegali, è una priorità di questa terra ancora martoriata dal cemento – ha dichiarato Serena Carpentieri, portavoce di Goletta Verde – Quello di Sapri è un segnale di come un’amministrazione può intervenire per difendere i suoi paesaggi, anche se non si è in presenza di abusi edilizi. I paesaggi costieri sono uno straordinario patrimonio e costituiscono una parte rilevante della nostra identità oltre che una potenzialità unica di valorizzazione turistica ed economica”. “La bellezza è la più grande risorsa del nostro Paese e la nostra sfida su questo fronte è senza sosta – ha aggiunto Michele Buonomo, presidente di Legambiente Campania – Da Sapri e dal Cilento arriva non solo un chiaro esempio di rispetto della legalità, ma soprattutto un monito ai sindaci e alla classe politica su quale sia la strada giusta da perseguire. Dobbiamo rilanciare le straordinarie risorse di questa terra perché proprio la bellezza può essere la chiave di una nuova idea di sviluppo, sociale ed economico”


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