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Uccise il ras Menna e il genero nei vicoli di Forcella: ergastolo per Salvatore Moccardi

17 Luglio 2016 - 20:54 · Redazione Cronache della Campania

Fine pena mai defintivo per Salvatore Moccardi anche da parte della Cassazione per gli omicidi del ras Gustavo Nembrotte Menna e del genero Emanuele Tarantino. A nulla è valsa la sua confessione in aula. Il giudice l’ha ritenuta tardiva anche perché le accuse a suo carico erano già cristallizzate in una serie di conversazioni telefoniche ed ambientali. Come scrive il quotdiano Il Roma in edicola il delitto, pur se vede protagonisti pregiudicati di Forcella, non è di stampo camorristico, ma sarebbe nato da contrasti personali. Ad inchiodare Salvatore Moc- cardi c’è stato il racconto di un testimone oculare e il lungo, minuzioso e delicato lavoro investigativo degli uomini della sezione Omicidi della Squadra Mobile di Napoli fatto di intercettazio- ni telefoniche e ambientali, che hanno confermato la versione della fonte confidenziale. la sapartoria avvenne al vico delle Zite a Forcella la sera del primo agosto del 2012. Salvatore Moccardi era stato picchiato da Emanuele Tarantino per motivi personali e per questo che aveva deciso di vendicarsi. Qualche giorno dopo l’affronto subito si arò e andò a cercare Tarantino. Lo incrociò al vico delle Zite e cominciò a fare fuoco ferendolo gravemente. Alla scena assistette il suocero di Gustavo Nembrotte Menna che inseguì a piedi il killer; Moccardi fece fuoco una seconda volta e uccise il ras. Poi si diede alla latotanza ma fu arrestato l’11 agosto mentre faceva tranquillamente il bagno sulla spiaggia di Pozzuoli. Il giorno dopo il suo arresto morì all’ospedale Ascalesi anche Tarantino. E per il duplice omicidio che Moccardi è stato condannato all’ergastolo.