Distretto industriale dell’agro: si dimette Torino, il presidente indagato

 Distretto industriale Nocera-Gragnano: finisce la gestione di Aniello Pietro Torino. Il presidente, alla guida dell’ente dal gennaio 2010 ha rassegnato le proprie dimissioni dopo l’avvio dell’inchiesta giudiziaria a suo carico, avviata dalla Procura di Nocera Inferiore. Torino, avvocato e ex assessore al Comune di Roccapiemonte, nominato dall’ex presidente Edmondo Cirielli, ha rassegnato le dimissioni nelle mani del presidente Giuseppe Canfora. Il professionista ha guidato il Distretto, con sede a Palazzo Marciani a Roccapiemonte, fino a luglio scorso poi ha mollato, visto anche che ormai l’Ente – finite le risorse stanziate inizialmente – non aveva più alcuna attività. «Lavorerò sodo affinché, attraverso il mio impegno serio e costante, grazie anche all’aiuto di coloro i quali mi affiancheranno, si possa dare un forte impulso allo sviluppo dell’economia locale e delle valide professionalità esistenti sul territorio», disse Torino nel comunicato del 2010 con il quale il presidente della Provincia Cirielli ufficializzava il suo incarico. Ma, proprio il lavoro di questi anni del presidente del Distretto è messo in discussione dall’inchiesta giudiziaria che a maggio scorso ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di quattro persone, tra le quali proprio Torino. Il sostituto procuratore Giuseppe Cacciapuoti ipotizza nei suoi confronti l’accusa di peculato e abuso d’ufficio per aver elargito prebende e sperperato fondi pubblici destinati alla promozione industriale e turistica di venti comuni dislocati tra la provincia di Salerno e Napoli. Un carrozzone politico al quale avrebbero attinto politici dell’Agro e non solo per distribuire incarichi a pioggia senza che ve ne fosse un reale bisogno. Insieme a Torino, sono stati iscritti nel registro degli indagati anche il segretario del distretto Matteo Tuberosa, 40enne imprenditore di Roccapiemonte e due angresi, Gianluca Giordano, attuale consigliere e Gennaro Palumbo, ex consigliere comunale. Questi due sono accusati di aver beneficiato di incarichi professionali senza che vi fosse una specifica necessità e senza che avessero mai svolto qualsiasi attività lavorativa. Il Distretto industriale aveva operato nell’ambito della promozione delle risorse locali per circa tre anni, tra convegni e incontri con delegazioni straniere, poi le attività si erano diradate, erano rimasti in piedi la sede assegnata al Distretto e le funzioni di presidente a Torino. Nel corso delle indagini – partite da una falsa testimonianza in una causa di lavoro – era emersa una gestione piuttosto distratta delle risorse pubbliche, fondi utilizzati con molta superficialità e richieste di rimborso spese senza reali giustificazioni, questo aveva spinto il pm a delegare le perquisizioni e le acquisizioni dei documenti delegate agli uomini della sezione di polizia giudiziaria dei carabinieri della procura di Nocera Inferiore. L’inchiesta ha decretato la fine definitiva di un ente che in realtà non ha prodotto reali benefici al territorio. Prima di Ferragosto, bersagliato anche dalle polemiche per la gestione della sede del Distretto, Aniello Pietro Torino – fratello del consigliere comunale Gerarda Torino di Roccapiemonte – ha deciso di dimettersi dall’incarico. Dimissioni accolte dal presidente della Provincia Giuseppe Canfora.(r.f.)


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