“Il boss Giannelli è morto in carcere”, ma era solo una telefonata-minaccia alla moglie
Napoli. Uno scherzo di cattivo gusto o una minaccia esplicita: un messaggio di morte recapitato ai familiari del presunto boss Alessandro Giannelli.Una telefonata arrivata nel cuore della notte alla moglie di Giannelli avvisava che il marito era morto in carcere. Un infarto. Una notte di terrore per la donna per scoprire che non era vero nulla. E poi le ipotesi sul perchè di un messaggio così atroce. Come riporta in aanteprima il quotidiano Il Roma in edicola, la donna ha allertato gli ospedali, gli avvocati, il carcere dove il marito è detenuto in attesa di processo, ma nessuno sapeva nulla della morte di Alessandro Giannelli, personaggio di spessore della malavita dell’area occidentale di Napoli, al centro dei dissidi creatisi con la spaccatura interna del clan D’Ausilio. La telefonata che annunciava la morte di Giannelli è al centro di un’indagine. Potrebbe essere stato uno scherzo di cattivo gusto o, tesi più credibile, una minaccia nei confronti dell’uomo, mai processato per associazione per delinquere. Il nome di Alessandro Giannelli è al centro di alcune informative delle forze dell’ordine, ritenuto uno dei protagonisti della ricostruzione del clan che opera tra Bagnoli e Cavalleggeri anche se, in più occasioni, il pregiudicato ha professato la sua estraneità al contesto malavitoso. Ma l’Antimafia sostiene tutt’altro. Nella zona tra Bagnoli e Cavalleggeri si scontrano da tempo due fazioni: una legata a Giannelli e l’altra ai D’Ausilio, con una fuga di manovalanza dal primo al secondo gruppo. Uno scontro fatto a suon di sparatorie e omicidi. Proprio l’altra notte l’ennesima avvisaglia del clima di terrore e scontro imposto nella zona: una bomba carta piazzata davanti ad un locale.E la telefonata alla moglie di Giannelli potrebbe essere parte di una strategia di terrore e di lotte interne alle cosche che si contendono il predominio.
