“Prima di incontrala ho assunto gocce di Minias, per altro rinvenute nella mia autovettura dai carabinieri all’atto del mio arresto. Sono dei sedativi e mi avrebbero dovuto calmare, ma mi hanno fatto un effetto contrario. Voglio precisare che l’aggressione a Carla è frutto di un raptus causato dall’abuso di Minias. Io non volevo uccidere Carla, volevo solo sfregiarla, all’apice della tensione sono andato verso un secchio dove sapevo che vi era del liquido infiammabile utilizzato per il giardinaggio. Poi ho preso dello scotch, con il quale volevo suicidarmi”. Sono parte delle parole rese al pm durante l’interrogatorio da Paolo Pietropaolo il40enne di pozzuoliche nel febbraio scorso gettò del liquido infiammabile sulla sua ex ragazza carla Ilenia Caiazzo di 36 anni e le diede fuoco. I pm Raffaello Falcone e Clelia Mancuso della Procura di Napoli hanno chiesto per lui il giudizio immediato. Comparirà in aula il 24 ottobre prossimo dinanzi alla quinta sezione penale del Tribuanle di Napoli. Gli stralci del suo interrogatorio choc sono riportati da Il Mattino in edicola insieme a quelli della sua ex fidanzata che ha annunciato che sarà in aula. “Ad ottobre sarò presente in aula, perché i giudici devono guardarmi e capire come mi ha ridotta”. Carla ha parlato con i giudici il sei aprile scorso dopo la nascita della figlioletta. Un racconto da brividi: “Voglio solo essere sicura che lui abbia una giusta punizione. Mi ha strangolata, mi ha messo le mani alla gola e io dicevo: ‘Paolo, la bambina! La bambina! E lui mi ha continuato a strangolare, poi ho perso conoscenza…. Io, tutta bagnata…Mi sentivo tutta bagnata, bruciata, avevo un fuoco…Mi sono ripresa dallo svenimento – dice Carla – e l’ho visto risalire in macchina, è andato a marcia indietro e mi ha detto, ridendo, con una risata perfida: Ora vatti a divertire, vai ah ah ah!, non lo so come ti divertirai, ora che sei deturpata, mi sono vista allo specchio, ero sfigurata. Avevo tutti i capelli bruciati, mi sono sentita tutti i capelli raggrinzire in testa, la faccia che mi bruciava da morire”. Ha chiesto una punizione esemplare nel giugno scorso in tv Carla perché ha spiegato: ” Voleva rendermi la donna più triste del mondo…Voleva ammazzarmi… credo proprio di sì… voleva ammazzarci, perché eravamo in due e lui lo sapeva bene…Sì… sono arrabbiatissima… con me, con lui. Gli auguro che sia infelice per tutta la vita. Spero che marcisca in quel carcere… fino all’ultimo minuto della sua pena e che sia la più lunga… è questa la mia speranza… vivo solo di questo”. Il legale di Paolo Pietropaolo ha depositato una consulenza di parte che attesta la sua “scemata capacità di intendere e volere”. Dopo l’arresto avvenuto a Formia l’uomo aveva cercato di fornire una giustificazione tutta sua a quell’orrendo gesto: “Mi sono sentito usato da lei, che ha preteso di avere un figlio con me, poi quando ha saputo che era incinta, mi ha completamente abbandonato. Mi chiedo: perché non mi ha lasciato prima? Non poteva farlo con qualcun altro il figlio?”. Poi ha cambiato atteggiamento dando la colpa alla dose eccessiva di tranquillante che aveva assunto quel giorno.Gli inquirenti sostengono l’ipotesi della premeditazione come aggravante all’accusa di tentato omicidio e propendono per un processo rapido, che bypassi l’udienza preliminare e porti Pietropaolo direttamente davanti ai giudici. Deciderà il gip. Intanto l’indagato è stato più volte visitato in carcere da psichiatri nominati dalla difesa (avvocato Gennaro Razzino) per valutare le sue condizioni di salute psichiche anche all’epoca dei fatti, puntando sugli effetti che i farmaci tranquillanti che assumeva senza controllo medico avrebbero avuto sulla sua personalità e sul suo suo agire. Un aspetto, questo, su cui pure dovrà pronunciarsi il gip non appena sarà depositata la relazione dei consulenti nominati dalla difesa.Per gli inquirenti nell’aggressione subita da Carla ci fu premeditazione, per la difesa Paolo non era in sé. Saranno i giudici a decidere.