“Così potrò capire cosa è successo a Chiunzi”.  Così era scritto sul bigliettino che il maresciallo  dei vigili urbani di Pagani, Alfonso Russo aveva nella tasca della sua giacca. Era il suo pensiero fisso, la morte misteriosa del figlio Francesco. E per questo che  si è tolto la vita davanti alla tomba del figlio nel cimitero di Pagani. Un solo colpo di pistola alla tempia, un gesto disperato, compiuto – come ha lasciato scritto – per ricongiungersi al suo primogenito Francesco, il cui cadavere fu ritrovato nel 2011 in un dirupo del valico di Chiunzi. Una morte avvolta dal mistero quella del giovane che, anche se a distanza di anni, il cuore di suo padre non ha saputo reggere. Lunedì era uscito di casa di pomeriggio dicendo di voler andare a trovare Francesco  aveva con se con un mazzo di margherite bianche che ha detto di voler portare sulla tomba del figlio. Ha aspettato di rimanere solo, si è nascosto tra le tombe e si è lasciato chiudere dentro. Poi nel buoi  e nel silenzio ha compiuto il folle gesto. Ieri mattina il ritrovamento del corpo intorno alle 8. E’ stato il custode del cimitero a ritrovarlo e ad avvertire i carabinieri. Era seduto di fronte alla tomba di suo figlio, con la giacca posata sul capo. La sua morte è stata una shock per tutti anche per i suoi amici e colleghi, che lo attendevano nei prossimi giorni al comando e che con lui avevano scambiato qualche battuta goliardica proprio qualche giorno prima quando Alfonso, nonostante fosse in ferie, era andato a trovarli. Stamane i funerali nella chiesa del SS. Corpo di Cristo.

 

Redazione Cronache della Campania