Scafati, fissato il processo per i due che coprirono la latitanza di Antonio Mennetta. ex capo dei “Girati” della Vanella-Grassi

Avrebbero protetto e aiutato il boss, allora latitante, Antonio Mennetta. Il giovane all’epoca era il capo dei “Girati” della Vanella-Grassi di Secondigliano. E lo avrebbero fatto cercando una casa, che Mennetta avrebbe poi utilizzato per coprire la sua latitanza e sfruttarla come covo. Quella casa era in via Lo Porto, a Scafati. L’accusa per Giuseppe Ercolano e Giuseppe Donzelli, entrambi accusati di favoreggiamento aggravato dal metodo camorristico. Con questa accusa i due saranno giudicati dal tribunale collegiale di Nocera Inferiore il prossimo 23 novembre. Stando alle indagini congiunte dell’Antimafia di Napoli e Salerno, Ercolano era il formale intestatario del contratto di fitto, stipulato su richiesta di Donzelli, che sarebbe stato legato ad un complice del capoclan. L’obiettivo era fornire a Mennetta un supporto logistico. Il boss si trovava a Scafati da circa un mese, insieme alla moglie e ad altri due pregiudicati. A quella villa gli investigatori ci arrivarono dopo una lunga attività d’indagine, con un blitz scattato il 3 gennaio del 2013. Ad operare fu la sezione catturandi della questura di Napoli e dello Sco, che già da tempo era alla ricerca del boss latitante. La villa si trovava in un’area che comprendeva anche altre abitazioni, il che portò ad uno schieramento massiccio di forze dell’ordine teso a bloccare ogni via di fuga. Poco prima della cattura, Antonio Mennetta pare stesse festeggiando il suo compleanno con tanto di invitati. Il processo per i due presunti complici si terrà davanti ai giudici di Nocera Inferiore, tribunale intervenuto per competenza territoriale. Ercolano e Donzelli dovranno spiegare il perché della presenza del boss in quella villa, situata al confine tra le province di Salerno e Napoli.