Gragnano, morte del rocciatore Enzo Esposito: indagato il proprietario della casa

L’indagine dei carabinieri per accertare le cause della morte del rocciatore di Gragnano, Vincenzo Esposito morto ieri mattina nella Valle dei Mulini ha già un indagato. Si tratta del propeietario dell’appartamento da ristrutturare, amico di famiglia della vittima, e che appunto aveva chiesto all’esperto rocciatore una cortesia personale nel tendere le rete anticaduta massi sul costone roccioso che sovrasta la sua abitazione. L’uomo è indagato per omicidio colposo. Il pm Maria Benincasa, della Procura di Torre Annunziata, titolare delle indagini, ha chiesto ai carabinieri della Compagnia di Castellammare, guidati dai capitani Donato Pontassuglia e Carlo Santarpia, e ai militari della Stazione di Gragnano, agli ordini del maresciallo Giovanni Russo di accertare le responsabilità. Per chi stava effettuando il lavoro Esposito? Il 34enne era rocciatore per una ditta partenopea ma gli inquirenti ipotizzano che stesse svolgendo l’opera per conto proprio. Quattro i soggetti sui quali si sta indagando e le cui posizioni sono al vaglio: la ditta per cui lavorava Esposito; il proprietario dell’area; il latifondista confinante; il gestore dell’area. In queste ore i carabinieri stanno ascoltando le diverse versioni. I militari hanno chiesto all’ufficio tecnico del comune  di Gragnano se esistevano o meno autorizzazioni per compiere quel particolare lavoro. Bisogna anche capire se l’attrezzatura utilizzata da Esposito era effettivamente idonea per quel tipo di lavoro e se si disponessero di tutte le autorizzazioni. La perizia è stata già ordinata sulla costosa attrezzatura utilizzata da Esposito.  Chiarezza sulla dinamica, infine, verrà fatta attraverso il racconto del fratello del 34enne, che si trovava con lui al momento dell’incidente. Esposito, rocciatore di professione, originario di Gragnano ma residente a Santa Maria la Carità, lascia una moglie e tre figli. La tragedia si è consumata ieri mattina poco dopo le 7 in via del Presepe, nella cosiddetta Valle dei Mulini di Gragnano. Esposito, insieme ad un collega e al fratello, arrivano nella Valle dei Mulini poco prima delle ore 7. Il lavoro che devono svolgere riguarda la pulitura di un costone roccioso della valle in preparazione all’installazione di una rete metallica di contenimento. L’area interessata si trova nelle vicinanze di una vecchia abitazione. Il 34enne e il collega si preparano e si calano poco dopo le 7, ma qualcosa va storto. Due le ipotesi al vaglio degli inquirenti: la corda che sostiene Esposito si spezza; il 34enne compie un errore fatale afferrando per sbaglio una corda non legata. Quello che appare certo è che il fratello di Vincenzo si accorge di quanto sta accadendo e cerca di trattenerlo, ma non ce la fa: sulle mani l’uomo porterebbe ancora i segni della bruciatura. Esposito cade da oltre 25 metri giù nella valle, decedendo sul colpo. Accanto al corpo è stata trovata una motosega.

Girolamo Serrapica

(nella foto il luogo della tragedia, nel riquadro la vittima Vincenzo Esposito)