Napoli, per il boss Marco Mariano solo dichiarazioni spontanee e niente interrogatori al processo

Non sarà interrogato in aula Marco Mariano, ex boss dei Quartieri Spagnoli e da alcuni mesi collaboratore di giustizia. Il giudice ha detto no alla richiesta di ascoltarlo in udienza nella nuova veste di collaboratore avanzata sia dal pm che dai suoi difensori, lasciando che il processo sulla storia più recente della mala dei Quartieri Spagnoli prosegua verso le battute conclusive, tenendo conto che la decisione di pentirsi Mariano l’ha presa a processo già avviato, quando erano in corso le arringhe difensive e il pm aveva già concluso la requisitoria con le severe richieste di condanna. Al più, l’ex boss potrà rendere una dichiarazione spontanea nella prossima udienza fissata per il 28 settembre. Ma sarà cosa ben diversa, anche sul piano della utilizzabilità processuale delle sue parole. Si va quindi verso la sentenza. Il processo in questione è quello che si celebra con rito abbreviato nell’aula bunker del carcere di Poggioreale, un maxiprocesso considerato il numero di imputati e la mole di faldoni con intercettazioni telefoniche e ambientali, dichiarazioni di testimoni e collaboratori, prove da analizzare. È un processo che nasce dall’inchiesta coordinata dal pm Michele Del Prete del pool anticamorra di Napoli che con circa 90 arresti riuscì a fermare la nuova ascesa del clan Mariano, quella intrapresa da marzo 2009 quando, secondo la ricostruzione investigativa, Marco Mariano lasciò il carcere dopo anni di detenzione e riacquistò la libertà per fine pena. Per Marco Mariano la pubblica accusa ha chiesto 20 anni di carcere. L’indagine verte sulle dichiarzioni di alcuni pentiti tra cui quello recente di Maurizo Overa, ex braccio di Marco Mariano e si riferisce a fatti relativi alla fine degli anni duemila quando ci fuorno nuove tensioni tra i gruppi criminali del centro storico di Napoli. Ci scappò una vittima innocente, Petru Birladeanu, il musicista rumeno ucciso nel maggio 2009 a Montesanto. Fu un errore. Il vero obiettivo di quel raid avrebbe dovuto essere il boss Mariano. L’inchiesta sul clan dei Quartieri Spagnoli ha ricostruito ciò che è accaduto dopo quel delitto terribile, scavando nei segreti della storica famiglia dei Quartieri per alzare il velo sui progetti criminali, sugli interessi imprenditoriali, sugli accordi con altre organizzazioni camorristiche cittadine e sui contrasti con alcuni gruppi di emergenti. Si è scoperto che i Mariano si erano inseriti nel commercio di carne, pesce e latticini, che imponevano i loro prodotti a ristoranti e pizzerie, che avevano investito in attività commerciali e night, che avevano interessi nella politica emersi quando il boss tentò di sostenere qualche candidato alle elezioni comunali, che sperimentavano un metodo diverso per estorcere denaro e ripulire i guadagni delle attività illecite. La decisione di Marco Mariano di collaborare con la giustizia fa tremare la camorra. Fratello dello storico capoclan Ciro, Marco Mariano è considerato un esponente della camorra in grado di svelare molti segreti su collusioni, affari camorristici e tanto altro.

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