Omicidio Guazzo, l’ordine dei Licciardi: “Conquistare la piazza di spaccio di Chiaiano”

Conquistare la piazza di spaccio di Chiaiano. E’ questa la nuova strategia dei Licciardi della Masseria Cardone di Secondigliano che ha sferrato l’attacco decisivo al clan Lo Russo culminato l’altra sera con l’omcidio di Giuseppe Guazzo, uomo dei “capitoni” e che era diventato il nuovo referente per la piazza di Chiaiano. Un segnale ben preciso rivolto all’irriducibile Enzo ‘o signor Lo Russo, figlio di Giuseppe. Il giovane rampollo della famiglia dei “capitoni” è l’unico latitante del gruppo dopo gli arresti del giugno scorso. Ha ancora con se un gruppo di fedelissimi che lo seguono tutti tatuati con la scritta “The one” e ora che l’attacco è stato sferrato probabilmente dovranno scendere a patti con i Licciardi e i reduci di Walter Mallo che volevano conquistare il rione don Guanella. E in questa ottica si legge anche  l’agguato di ieri pomeriggio contro Giuseppe Telese. Come hanno raccontato i due ultimi pentiti della famiglia ovvero Mario e poi Carlo Lo Russo “quella di Chiaiano era gestita direttamente da Giulio De Angioletti come responsabile e da Ciro Ferrara , il cui figlio so essere collaboratore ma non lo conosco” . ma con l’arresto di Giulio de Angioletti e  poi del figlio nel blitz di giugno era passate nelle mani di Giuseppe Guazzo ucciso l’altra sera.Ormai tutte le piazze di spaccio che una volta erano in mano ai Lo Russo stanno passando la mano. I “capitoni” e per essi Enzo ‘o signore si dovranno accontentare delle briciole. Del resto lo zio ora pentito, Carlo Lo Russo in pieno periodo di guerra con il gruppo di Walter Mallo in un momento di sconforto come si legge nell’ordinanza di custodia cautelare del giugno scorso aveva detto “mò mi vendo il don Guanella ai Licciardi” . Ma ora non è più così perchè i Liccaidri e i mallo  si stanno conquistando o si sono già conquistati a suon di morti e di stese non solo il don Guanella ma tutte le zone a Nord di Napoli nella cintura tra Secondigliano e Scampia. Ma gli investigatori sono convinti che qualcosa altro sta per succedere.

(nella foto il luogo dove è avvenuto l’omicidio di Giuseppe Guazzo , nel riquadro)

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