Salerno, omicidio di Fornelle: le prove contro Luca Gentile

Salerno. Un omicidio premeditato, nessuna legittima difesa nell’omicidio di Eugenio Tura De Marco, ucciso dal genero Luca Gentile. A stabilirlo la perizia depositata dal medico legale nominato, nel corso dell’incidente probatorio, dal Gip Pietro Indinnimeo. Luca Gentile non ha ucciso il suocero Eugenio Tura De Marco per legittima difesa. Secondo il medico legale Lamberto Pianese, dunque, le ferite inferte a Tura De Marco non sono compatibili con il racconto dell’indagato Luca Gentile e ricostruito in un sopralluogo a casa della vittima a Fornelle. L’accoltellamento non sarebbe avvenuto vicino al tavolo bensì vicino al divano, dall’altra parte della stanza. Sicché il corpo di Eugenio è caduto accanto alla credenza, dove è stato ritrovato dai carabinieri, non perché l’uomo si sia spostato da solo ma semplicemente perché caduto o forse adagiato li da qualcuno. Secondo quanto accertato nel corso dei sopralluoghi, inoltre, ci sarebbe un altro elemento che farebbe perdere di credibilità Luca Gentile 21 anni: il tavolo è adagiato vicino alla parete. E Gentile per sedersi spalle al muro avrebbe dovuto spostarlo. La vittima non poteva essere alle spalle dell’indagato. Il perito del tribunale per due mesi ha studiato tutti i dettagli di quell’omicidio avvenuto tra le mura domestiche. L’esame della scena del crimine hanno portato a conclusioni quasi scontate. Intanto si attende la perizia tecnica sui cellulari di Gentile e della fidanzata Daniela Tura De Marco, figlia di Eugenio, per capire quali contatti vi sono stati prima e dopo l’omicidio di Fornelle. Messaggi scambiati dai tre protagonisti e poi cancellati dai cellulari prima di essere sequestrati dai carabinieri del Reparto Territoriale. Gli elementi raccolti consentiranno al sostituto procuratore Elena Guarino di definire i contorni di un delitto che ha ancora dei punti oscuri. Come quello che riguarda proprio la ragazza, figlia della vittima, non coinvolta come indagata nell’inchiesta.

 

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