Suo malgrado è diventato famoso da circa un mese perchè è l’autore del trailer del film Robinù di Michele Santoro presentato  alla mostra del cinema di Venezia e che parla dei baby killer e baby boss di Napoli. Ma ieri Mariano Abbagnara , detto faccia janca ha incassato anche in secondo grado la condanna a 16 anni di carcere per  ritenuto uno degli autori materiali dell’omicidio di Raffaele Canfora, di Secondigliano avvenuto il 18 marzo del 2015. Abbagnara all’epoca aveva quasi 17 anni insieme con altri quattro partecipò all’uccisione del ragazzo. La vittima prelevò in auto i suoi “amici-carnefici” dal famigerato rione Conocal di Ponticelli, a Napoli. Con loro si spostò a Ercolano dove fu ucciso. Gli assassini occultarono il cadavere del 25enne nelle campagne casertane, dove fu poi ritrovato. Ecco cosa ha raccontato agli investigatori, Raffaele Stefanelli, uno dei tanti pentiti del clan D’Amico: “…ho conosciuto Raffaele Canfora come fornitore di droga dei D’Amico e progressivamente iniziai a mia volta ad acquistare lo stupefacente da lui. Nel tempo ci sono stati degli screzi, prima per la cattiva qualità i una partita di cocaina che lui aveva venduto a Raffaele il marito della sorella di Chernobyl, ossia Carmela vicenda per la quale ci fu una discussione a casa di Nunzia D’Amico. Dopo questo problema interrompemmo momentaneamente i rapporti per poi riprenderli. Solo che ci fu un secondo problema, sempre di cattiva qualità della droga che aveva fornito, questo volta a Giacomo D’Amico. Decidemmo allora di truffarlo io e Giacomo D’Amico, acquistando otto chili di fumo per non pagarli, ma so che il fratello Alessandro aveva legami con Pitirollo di Secondigliano. Peraltro mi risulta per averlo saputo da Anna Sarpa e Nunzia D’amico che già Alessandro Canfora in passato avesse un problema con Giuseppe D’Amico, sempre per una cattiva qualità dello stupefacente. Mi furono consegnati otto chili di fumo che ritirai insieme ad Anna Sarpa e che avremmo dovuto pagare 12.500 euro.Quando Canfora iniziò a contattarci sono iniziate le vicende che hanno condotto all’omicidio. Solo una volta tornato a casa con la macchina dissi a mio padre di aver litigato con questa persona e di averla uccisa. Dissi a mio cognato di andare a portare la macchina lontano col cadavere dentro e solo dopo ho saputo che loro avevano anche sep- pellito il cadavere”. In precedenza lo stesso Stefanelli prima di pentirsi parla con un suo compagno di cella aveva spiegato “E’ morto, lo schiattai io. Mi venne a muso corto, mi diede una spinta, appena mi ripresi, lo minacciai, nel buio, me lo tiravo con gli occhiali, così uno davanti e un altro dietro che lo picchiava e appena fece la errore di togliersi: ‘bum, bum’, lo stonai”. Stefanelli non sapeva che quelle conversazioni erano intercettate. E lo scorso 30 giugno arrivò l’ordinanza di custodia cautelare per lui e per i quattro complici. Canfora era stato attirato, con un tranello, all’interno del Rione Conocal di Ponticelli, con la prospettiva di ottenere il denaro promesso. Fu poi condotto in un luogo appartato in contrada Patacca di Ercolano dove, resosi conto della trappola, aveva tentato una fuga disperata interrotta da alcuni colpi d’arma da fuoco che lo ferirono al torace. In gravi condizioni era stato poi ricaricato sull’auto dei due aggressori, uno dei quali minorenne, alla ricerca di un posto dove scaricare il corpo. Durante il tragitto, Canfora era morto per le gravi ferite riportate. Il cadavere di Canfora fu ritrovato il 19 aprile  in una zona di campagna del casertano, semisepolto, dopo essere stato straziato da alcuni animali selvatici. L’auto della vittima era stata, invece, incendiata in una campagna di Acerra dove era stata ritrovata due giorni dopo l’omicidio.

Nella sentenza a Mariano Abbagnara non vengono neanche riconosciute le attenuanti generiche per ché su segnalazione del Ministero di Grazia e giustizia il giovane è ritenuto dei responsabili dei disordini al carcere minorile di Airóla, in provincia di Benevento. avvenuti poche settimane fa.

Ecco il trailer del fil Robinù in cui parla Mariano Abbagnara:

Redazione Cronache della Campania
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