“Sono stati quelli di Chiaiano”, l’agguato in stile Gomorra alla Don Guanella è la risposta dei “capitoni” all’omicidio di Guazzo

“Sono stati quelli di Chiaiano”, a bassa voce qualcuno ha sussurrato ai tanti investigatori presenti ieri sera nei pressi del civico 56 del rione don Guanella dove da poco c’era stato un agguato in stile Gomorra. E per questo che c’è un filo rosso sangue che lega l’omicidio di Giuseppe Guazzo avvenuto l’altra sera a Chiaiano e l’agguato in cui è rimasta ferita Amalia Sepe, mamma di di Giuseppe Telese vero obiettivo dell’agguato. La vittima designata infatti secondo gli investigatori  nell’ultimo anno aveva cominciato a frequentare personaggi legati al gruppo del giovane boss idealista Walter Mallo e anche personaggi di spicco del clan Licciardi di Secondigliano. Si era quindi inserito negli ambienti della camora pur non avendo alcuna condanna. Era stato arrestato a giugno per un furto d’auto e stava scontando una pena di 8 mesi in affidamento in prova presso i servizi sociali del comune di Napoli. Ma Giuseppe Telese sapeva molto di più di quello che si pensava. E per questo che i sicari ieri pomeriggio hanno agito con estrema ferocia e determinazione fino ad arrivare a strappare il figlio dalle braccia della nonna pur di farlo uscire di casa per ucciderlo. Giuseppe Telese è stato interrogato a lungo ieri sera ma era stato interrogato a lungo anche a marzo quando ci fu il fallito agguato sempre alla don Guanella contro Walter Mallo e il suo braccio destro Paolo Russo. Era presente sul luogo della sparatoria e quando fu interrogato come testimone disse: 2Ho sentito gli spari, ma non ho visto nulla”. Lo ripetè fino alla noia nonostante le insistenze degli investigatori. E invece sapeva eccome perchè lui era uno di quelli che stava frequentando Mallo e i suoi “ragazzi pericolosi” che stavando compiendo le “stese” nel rione compresa quella contro i commercianti del mercato domenicale. E allora ecco perchè c’è il filo che lega l’agguato nei suoi confronti, che ha visto purtroppo come protagonista anche il figlio di pochi anni, strappato dalle braccia della nonna per costringerla a farlo uscire, all’omicidio di Giuseppe Guazzo. Sarebbe appunto una risposta dei reduci dei “Capitoni”  alla perdita di un loro uomo quale era appunto Giuseppe Guazzo.