Camorra, i soldi dei Casalesi per rilevare un ristorante a Firenze: 4 arresti

I proventi dei traffici illeciti del clan dei Casalesi reimpiegati per rilevare le quote di un ristorante a Firenze. E’ quanto emerso dalle indagini della Direzione distrettuale antimafia di Napoli culminate oggi nell’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Giordano Arbolino, considerato esponente del clan dei Casalesi fazione Schiavone.  Arbolino è indagato per associazione per delinquere di stampo mafioso e intestazione fittizia di beni commessa per agevolare il clan dei Casalesi. Nell’ambito della stessa operazione, i Carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Casal di Principe  hanno inoltre notificato un avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di altri tre indagati: Joseph Danilo Iacoviello, Alessandro Gigante e Antonio Esposito, gravemente indiziati in concorso tra loro di impiego di denaro, beni e utilità di provenienza illecita con l’aggravante del metodo mafioso e intestazione fittizia di beni commessi con il metodo mafioso e per agevolare il clan camorristico in concorso con Arbolino. Secondo quanto ritenuto dal gip nell’ordinanza, Arbolino avrebbe, per conto e nell’interesse del clan dei Casalesi, commesso numerose estorsioni ai danni di esercenti commerciali della provincia di Caserta e reimpiegato i proventi derivanti dai traffici illeciti del clan in attività economiche e di ristorazione, avvalendosi del contributo di “prestanome” compiacenti.

In particolare, Iacoviello, gestore di un ristorante di Firenze, avrebbe proposto ad Arbolino di rilevare le quote della società alla quale il ristorante era intestato. Arbolino, dopo aver ottenuto dal gruppo Schiavone il “placet” e i capitali necessari all’investimento, avrebbe accettato la proposta formalizzando in due tranche l’acquisto delle quote societarie intestandole fittiziamente ai prestanome Gigante e Iacoviello. Nell’operazione i tre sarebbero stati coadiuvati da Esposito che avrebbe fornito consigli sulle modalità con le quali portare a termine le operazioni di intestazione e reimpiego. Nel corso della perquisizione domiciliare nell’abitazione di Arbolino, i Carabinieri hanno trovato, interrata in un vaso, una pistola Beretta 84f calibro 9 corto, risultata rubata a Napoli l’8 settembre 2013, completa di caricatore.


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