“Il cemento o lo comprate da noi, oppure andate a lavorare altrove o cambiate mestiere”, così ‘o zorro imponeva il calcestruzzo nell’Avellinese

“Qui la zona è tranquilla grazie a noi. Perché potreste pensare pure che sto peccando di presunzione, ma vi garantisco che non stiamo peccando di presunzione, perché noi facciamo i sacrifici ogni giorno, rischiamo la pelle ogni giorno, rischiamo l’ergastolo ogni giorno, per lavorare, attenzione, per lavorare”. Così Antonio Guerriero ‘o zorro, 58 anni il boss  di Avella e dei comuni del Baianese e Agro Nolano, arrestato ieri inseme con Girolamo Miele, 53 anni di Nola e altri cinque complici si rivolgeva a un imprenditore locale per fargli capire il suo peso nell’economia della zona. La frase è estrapolata dalle 800 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare da cui si evince una sorta di delirio di onnipotenza di ‘ o zorro. E mentre parla con Girolamo Miele e un altro imprenditore minacciato dice: “Scusate, voi stesso no, avete detto vi siete resi conto perché la vivete tutti i giorni dal primo gennaio del 2013 ad oggi la fornitura verso il nostro mandamento è quadruplicata è quintuplicata perché tutti i clienti nostri sono passati da voi, scusate ma è successo un miracolo? Dio ha parlato a queste persone e ha detto da domani mattina in poi oppure semplicemente il Dio a cui facciamo riferimento si chiama Antonio e Girolamo!”. E  a quel punto l’imprenditore senza battere ciglio e piuttosto impaurito risponde: “E’ così come dite voi”. Il suo obiettivo era di coinvolgere tutti gli imprenditori ad acquistare il calcestruzzo per suo tramite: “Allora, il calcestruzzo che la Produ.Co fornirà in tutto il mandamento il prezzo lo dobbiamo stabilire noi! La nostra provvigione che sarà 5, che sarà 7, che sarà 10 o che sarà 50 deve uscire dal cliente (Antonio sbatte i pugni sul tavolo) però poi voi dovete seguire le nostre direttive e dovete fatturare tutto perché il cliente nostro e cliente nostro significa tutti i circa 35mila abitanti che stanno nel Mandamento o se lo prendono o se lo prendono. Non è più tempo per mezzi termini, ma se vi do le direttive e io vi dico, dal 1° gennaio cominciate a mandare lettere. Ipotesi: oggi a quanto sta (il cemento) a 73? 74? Aumentate di 5 per ogni quadrimestre. Dovete seguire le nostre direttive perché il cliente non ha scelta. O se lo prende o se lo prende, o se no cambia mestiere, o se ne va a fare il costruttore a Milano, Palermo dove gli pare a lui. Il mercato è nostro, non lo deve diventare: è già nostro”.

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