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Eboli, processo sul caporalato nella Piana del Sele: arrivano le prime condanne

16 Ottobre 2016 - 09:30 · Redazione Cronache della Campania

Sei mesi per Giuseppe e Nicola Chiumiento accusati di falsa testimonianza e un anno e 4 mesi per Bruno Simeone finito sotto accusa per riciclaggio di gasolio. Si è chiusa con tre patteggiamenti una delle tranche in cui si è divisa l’udienza preliminare a carico delle 18 persone finite nell’inchiesta dell’Antimafia sulla tratta di rumeni che, giunti ad Eboli con la speranza di un lavoro, finivano nelle campagne del comprensorio dove erano costretti a lavorare in condizioni disumane e a sottostare agli ordini dei caporali che, in occasione delle primarie del Pd, obbligarono i nuovi schiavi a votare il segretario nazionale Matteo Renzi e la regionale Assunta Tartaglione, ovviamente all’oscuro di tutto. I tre imputati, che  hanno concordato la pena, rivestivano un ruolo marginale nell’ambito dell’inchiesta rispondendo di ipotesi di reato minori. Già rinviati a giudizio, con la pesantissima accusa di associazione per delinquere finalizzata alla tratta di persone, riduzione in servitù e intermediazione in materia di lavoro senza averne alcuna autorizzazione, l’ex dirigente comunale dell’ufficio anagrafe di Eboli, Giuseppe Mazzini e il titolare e l’ex gestore del camping Miceli di Campolongo Emanuele Valletta e Liviu Boldijar.