Farmaci antitumorali rubati e piazzati all’estero: si costituisce uno dei due latitanti del clan Licciardi

Era ricercato da quando i carabinieri del comando Provinciale di Ferrara avevano concluso l’operazione contro un’organizzazione criminale gestito dal clan Licciardi di Secondigliano che rubava e rivendeva anche all’estero medicinali rubati. Si è presentato spontaneamente nel carcere di Cassino,  Pasquale Sparano, 54 anni di Scampia. L’uomo, avvertendo ormai prossima la cattura da parte dei militari, nel pomeriggio di ieri ha preferito presentarsi spontaneamente presso la Casa Circondariale di Cassino. L’operazione “Caduceo” della scorsa settimana ha portato in carcere 18 persone tra le quali anche il farmacista di Cava de Tirreni. Eduardo Lambiase più volte coinvolto e arresto in inchieste sui farmaci rubati e venduti all’estero. I farmaci venivano rubati in farmacie ospedaliere del centro-nord Italia. I militari si erano resi conto che alcuni responsabili, avvertendo pressanti le ricerche poste in essere dalle forze dell’ordine, si erano allontanati dal capoluogo campano, zona di origine e sede operativa della banda, per sottrarsi alla cattura. Le ricerche effettuate dai carabinieri del Reparto Operativo di Ferrara e dai colleghi di Napoli, supportate anche da ausili tecnici, hanno permesso di individuare Sparano, anche lui destinatario di ordinanza di custodia cautelare in carcere, nel Comune di Cassino, in provincia di Roma. Le indagini dei carabinieri stanno continuando senza interruzione, per ricercare e catturare l’ultimo dei componenti della banda. Si tratta di  Raffaele Prota, detto “lelluccio”, il pregiudicato 50enne di Secondigliano che era il collegamento tra il clan Licciardi e la banda di Alfano e dell’ingegnere. Prota è colui che collaborava con l’ingegnere per piazzare all’esterno i farmaci rubati e che poi riconosceva la percentuale delle operazioni di vendita ai boss Paolo Abbatiello e Pietro Licciardi.