Il pentito Mario Lo Russo: “L’Alleanza di Secondigliano è rinata, c’è stato un summit nel carcere de L’Aquila”

L’Alleanza di Secondigliano esiste ancora: parola di pentito. Anzi  nonoostante il carcere duro i boos i parlano tra di loro e scambiamo informazioni, consigli, danno ordini. Non lo dice uno qualsiasi ma un boss pentito: uno di quelli che faceva parte di quel  super clan che negli anni Ottanta e Novanta mise in ginocchio Napoli. si tratta di Mario Lo Russo, il secondo dei fratelli “capitoni” di Miano a passare dalla parte dello stato dopo Salvatore e prima di Carlo. Lo ha spiegato alla pm Ida teresi della Dda di napoli in un interrogatoriuo reso recentemente. Addirittura ci sarebbe stato un summit nel carcere dell’Aquila per dettare ordini all’esterno, ristabilire le gerarchie e ribadire che il supercatrello dell’Alleanza composta dai Licciardi, Contini, Mallardo(imparentati tra di loro) e i Lo Russo esiste ancora. “Dottoressa -ha spiegato Mario il capitone-è un problema dovuto alle strutture carcerarie. Conosco Nicola Rullo, come un uomo di vertice del clan Contini e con lui sono stato recluso al carcere duro all’Aquila.Di fronte a me c’era Giuseppe Mallardo ed è lì che ci parlavamo… Certo che potevamo parlare -spiega Lo Russo dopo la domanda del pm su come ciò potesse avvenire in regime di 41 bis.-Avevamo le celle una accanto all’al­tra, o di fronte, e ci potevamo dire di tutto. Trasmetterci messaggi, ordini e notizie. E’ un problema dovuto alle strutture carcerarie. Voglio chiarire che per tutti noi i clan Contini e Mallardo sono ancora uniti, una sola cosa. Noi siamo le famiglie camorristiche napoletane più forti.I Lo Russo, i Licciardi, i Contini e i Maliardo. Sono stato in carcere dal 1991 al 1998. Libero per un anno. Poi in carcere dal 1999 al 2013 e libero fino al marzo del 2014» Quando fu fondata l’Alleanza di Secondigliano che sconfisse i Misso, i Giuliano  e i Mariano, io ero in carcere.Accanto ai boss storici quali Eduardo Contini, Patrizio Bosti, Ciccio Mallardo, Salvatore Botta, Egidio Annun­ziata, c’era mio fratello Giuseppe come componente e capo dei Lo Russo. Per i Licciardi c’erano i fratelli Vincenzo, Pietro, Maria e i nipoti Pierino e Giovanni.Negli ultimi tempi il rapporto tra Patrizio Bosti, Ciccio Mallardo ed Eduardo Contini è lo stesso di de­cenni fa: sempre uniti”. Poi Mario Lo Russo spiega al magistrato che ora comandano le donne facendo i nomi: “…Anna e Rita Aieta fanno di certo parte del clan, sia in quanto gestiscono i soldi della cosca dei Contini ad alti livelli, sia perché il clan le riconosce come don­ne di vertice: se loro due danno l’ordine di non fare estorsioni a uno, il clan esegue l’ordine e l’estorsione non si fa. Le due donne sono so­ relle, Rita è moglie di Patrizio Bosti e suocera della figlia di Mario Lo Russo. Mena ha sposa­to Ettore Bosti detto ’o russo”.

 


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