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Napoli, Giovanni Sequino racconta: “Ho visto il motorino e mi sono gettato a terra schivando i proiettili”

25 Ottobre 2016 - 19:49 · Redazione Cronache della Campania

“Ho visto un motorino con due persone in sella venire verso di me, ma non sarei in grado di riconoscerli. Quando mi sono accorto che uno era armato mi sono gettato a terra e poi non ricordo più niente”. Così ha raccontato agli investigatori l’agguato in cui è rimasto ferito sabato sera Giovanni, “Gianni Gianni” Sequino, nipote del boss Nicola ras della zona bassa della Sanità. Il 26enne, che è incensurato, è stato ferito in via Arena Sanità, mentre era in compagnia di altre persone e probabilmente di qualcun altro della famiglia scampato alle pallottole. Ma nonostante ciò, gli investigatori non hanno alcun dubbio che fosse lui l’obiettivo della sparatoria. In questo caso, i sicari del gruppo nemico, i Vastarella, avrebbero fatto fuoco contro il primo esponente della famiglia trovato in strada, affiliato o non affiliato per vendicare la morte di Vittorio Vastarello, ucciso il 31 agosto.

Giovanni Sequino, come ricorda Il Roma, che non è in pericolo di vita, ha potuto rispondere ieri alle domande dei poliziotti della sezione “Omicidi” della Squadra mobile della questura. Ma non è stato in grado di riferire nulla di utile alle indagini, che non possono nemmeno contare su immagini di telecamere. Da alcuni testimoni si è saputo finora soltanto che uno dei duesicari, il passeggero dello scooter, indossava una parrucca rossa da donna. È la nuova guerra di camorra nel rione tra gli unici due clan rimasti che sono entrati in rotta di collisione, come negli anni novanta e inizio duemila: allora si fronteggiavano i Misso-Pirozzi (questi ultimi imparentati con i Sequino) e i Va- starella, legati all’Alleanza di Secondigliano. Ora dopo la cacciata prima di Walter mallo e dei suoi giovani seguaci, e poi dei “Barbudos” Esposito-Spina-genidoni. condita con oltre una 15 di morti, decine di ferite e molte “stese”, lo scontro si è acuito ancora di più tra le due famiglie con grande preoccupazione tra le tante persone oneste che abitano alla Sanità.