Pompei, chiese metà dello stipendio a un assessore per non firmare le dimissioni: indagato l’ex consigliere De Martino

Pompei. Un ricatto. O meglio un’estorsione alla base della sfiducia all’ex sindaco Nando Uliano. Un intrigo giudiziario nell’ambito della stessa maggioranza dell’amministrazione che il 30 agosto scorso ha dovuto ammainare bandiera bianca, spazzata dalle dimissioni di 10 consiglieri comunali: 2 della maggioranza e otto dell’opposizione.

Un tentativo di estorsione che si sarebbe consumato proprio pochi giorni prima quel 30 agosto quando già fremevano i malumori tante volte annunciati dei consiglieri comunali dell’opposizione ma anche quelli della stessa maggioranza. Qui si tratta di una questione politica ma con pensati risvolti giudiziari. Stefano De Martino, eletto nella compagine di Uliano, aveva rassegnato le sue dimissioni col sostegno di Luigi Ametrano, anch’egli della maggioranza, insieme agli 8 oppositori del sindaco. Per Uliano sono i ‘traditori’ della sua maggioranza. Lo ha ribadito più volte il politico tramontato. Ma proprio De Martino nei giorni scorsi è stato raggiunto da un avviso di garanzia per tentata estorsione. La vittima? E’ un altro politico, anch’egli al centro di numerose polemiche. Si chiama Raffaele Marra ed era l’assessore della Giunta Uliano con una sfilza di deleghe di quelle ‘potenti’: Attività produttive, al Commercio, Occupazione di suolo pubblico, Patrimonio, Verde e spazi pubblici, Tempo libero, Fiere sagre e mercati, Agricoltura e Floricoltura. A maggio scorso, Uliano gli aveva ritirato le deleghe alla Sicurezza e plizia Municipale oltre alla prevenzione e alla repressione dell’abusivismo per un abuso edilizio commesso da un suo diretto collaboratore. Ma questo è solo il contorno di una storia che si è consumata nel giro di un incontro. Infatti, secondo la Procura di Torre Annunziata che sta indagando sul caso Stefano De Martino, con l’approssimarsi della resa dei conti finale per le dimissioni di massa, avrebbe incontrato Lello Marra, l’assessore e gli avrebbe chiesto la metà del suo stipendio. Sì proprio così. In cambio della fedeltà a Uliano. Il discorso, secondo quanto ha denunciato proprio Marra, sarebbe stato più o meno questo: “Io non firmo le dimissioni se tu mi dai la metà del tuo compenso da assessore”. Un ricatto bello e buono. Giudiziariamente una tentata estorsione perché quella consegna non è mai avvenuta. Sono arrivate prima le dimissioni. E così, due mesi dopo è arrivato l’avviso di garanzia nei confronti del traditore. Quanto questo episodio sia sintomatico dei veleni politici che da sempre aleggiano a Pompei è evidente. De Martino ha dovuto difendersi. E nei giorni scorsi, accompagnato dal suo avvocato di fiducia Giuseppe Petrosino, ha risposto alle domande del pm Sorvillo. Si è difeso. Ha dichiarato la sua innocenza. Ed ha spiegato che le sue dimissioni non furono determinanti e non potevano esserlo. Ora toccherà alle indagini avviate dalla Procura chiarire tra le opposte dichiarazioni dei due amici-nemici chi dice la verità.

Rosaria Federico

(nella foto Stefano De Martino)

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