Castellammare, il consigliere Nastelli: “Valorizziamo le nostre eccellenze con un Museo del Mare e un Centro per la Formazione navale”

Castellammare di Stabia dà sempre rappresenta un luogo di grande storia, fatta di arte, cultura e tradizioni. Attraverso una veloce analisi emerge in maniera lampante una caratteristica di vera e propria simbiosi con il mare, che l’ha caratterizzata sotto l’aspetto socio-economico, in maniera determinante e significativa tanto da rappresentarne l’espressione e il simbolo della sua operosità, in particolar modo della gloriosa tradizione navale. Per questo motivo Giovanni Nastelli, consigliere comunale di “Progetto Stabia”, operaio della Fincantieri lancia una duplice idea da sottoporre alla città e al consiglio comunale. Ovvero la creazione di un Museo del Mare e di un Centro di eccellenza per la ricerca e la Formazione Navale. Nasteli spiega le sue idee partendo da una considerazione di fornire “fornire l’obiettivo autentico di incentivare e promuovere confronti, dibattiti e riflessioni intorno a quei temi importanti che riguardano il passato e il futuro della nostra città”. E per questo che aafferma: ” Una storia di grande rilievo che va valorizzata, in un territorio dove l’ ansia di riscatto da sempre sostituisce la rassegnazione, oggi più che mai c’è bisogno di guardare al mare come risorsa principale per costruire un orizzonte che vede la città ritornare ai fasti di un tempo. Ed è nell’ottica e nei fini della conservazione e valorizzazione del proprio patrimonio culturale che testimonia il rapporto città-mare nel suo evolversi nel tempo l’idea di promuovere la nascita del “MUSEO DEL MARE”. Un vero e proprio polo museale, che può rappresentare un opportunità per un miglioramento dell’immagine culturale e turistico-ricettiva del nostro territorio. Nella consapevolezza della necessità di un confronto per la sua progettualità, la proposta potrebbe essere quella di articolarlo in svariate sezioni, che veda in una ampia ,dedicata alla cantieristica, la cronologia sulla storia del cantiere, dalla sua nascita ai nostri giorni, il rapporto con la città, le battaglie sindacali per la difesa del lavoro e dei diritti, le navi varate con la documentazione dei disegni e di un archivio multimediale fatto di foto, video, audio e riproduzioni in 3d; un altra sezione dedicata al porto ed ai suoi continui mutamenti, a Maricorderia e al fascino delle costruzioni del suo cordame, la lega navale e finanche a tematiche di natura sportiva che ha visto nel canottaggio un icona rappresentata dai fratelli Abagnale. Un progetto la cui realizzazione veda coinvolto vari soggetti, dal comune, alla regione, Fincantieri, il Ministero della Difesa e l’Autorità Portuale, dove all’ interno del propri spazi potrebbe sorgere la struttura stessa. A ciò vanno aggiunti confronti con associazioni, storici del territorio, cittadini comuni e qualsiasi entità pronta a dare un contributo fatto di idee ed iniziative volte al miglioramento del progetto stesso, nell’esclusivo interesse della città e dei suoi cittadini”. Ma non è finita perché per Nastelli si deve attuare “il tentativo di recupero del passato e della sua identità nella precisa convinzione di costituire un ossatura nella quale inserire un riflessione ampia sui cui lavorare per una visione strategica del futuro che continui a vedere in Fincantieri un tassello fondamentale e imprescindibile” Perciò spiega: “In virtù di ciò, si potrebbe annettere al museo, un CENTRO DI ECCELLENZA PER LA RICERCA E LA FORMAZIONE NAVALE. In un comparto in continua evoluzione come quello delle costruzioni navali, dove Fincantieri a livello nazionale assume sempre di più un ruolo da leader mondiale, è indispensabile il rilancio del nostro cantiere sui cui costruire potenzialità produttive e funzionali. Ad un serio piani di investimenti per le infrastrutture e la logistica, come già denunciato dalle Rsu di fabbrica, a cui vanno gli unici meriti per l’imminente carico di lavoro conquistato con il sacrificio degli operai, il Centro Di Eccellenza avrebbe il compito di dedicarsi allo studio, all’analisi, alla risoluzione di problemi legati alla cantieristica e alla formazione delle maestranze, rappresentando effettivamente l’ elemento propulsivo per programmare interventi formativi, di ricerca e assistenza. Nello specifico appare necessario anche il coinvolgimento del MIUR, rafforzando la sinergia tra il mondo universitario, quello delle imprese, quello istituzionale, per puntare ad un integrazione del sistema della formazione sia di base, professionale nonchè universitaria con le esigenze ma anche le potenzialità offerta dal sistema produttivo, in modo da produrre attività di ricerca volte a sviluppare conoscenze di base con applicazioni di carattere innovativo e di valenza industriale”.

Ciro Serrapica