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Corona, revocato l’affidamento in prova. I giudici: “Non ha seguito il percorso di recupero terapeutico”

9 Novembre 2016 - 22:33 · Redazione Cronache della Campania

Milano. Fabrizio Corona ha “privilegiato il proprio recupero economico rispetto a quello sociale e terapeutico”: revocato l’affidamento in prova ai servizi sociali, affidamento che era stato sospeso il 10 ottobre scorso, il giorno stesso in cui è stato arrestato per intestazione fittizia di beni. La revoca dell’affidamento fa data dal 22 ottobre 2015, ossia dal giorno in cui Corona ha ottenuto l’affidamento sul territorio ed è potuto tornare a vivere nella sua casa di via De Cristoforis, sequestrata qualche giorno fa. Resta valido come percorso di affidamento, secondo i giudici, solo quello portato avanti dall’ex ‘fotografo dei vip’ nella comunità Exodus di Don Mazzi dal 18 giugno 2015 al 21 ottobre. Il resto dovrà essere scontato nuovamente in carcere. “Corona – si legge ancora nel provvedimento – nel suo periodo di affidamento in prova ha messo in atto “ripetuti comportamenti organizzati contro la legalità” e una “trasgressione” delle prescrizioni ricevendo “rilevantissime somme di denaro” in nero. Soldi, tra l’altro, custoditi “in maniera anomala”. Nell’atto, i giudici chiariscono anche che, dopo un primo periodo di colloqui regolari, Corona ha ridotto gli “incontri” previsti al Sert (Servizio territoriale per le tossicodipendenze), lui che aveva ottenuto l’affidamento anche per i suoi problemi con la droga, come evidenziarono all’epoca i giudici.

In più passaggi del provvedimento il Tribunale mette in luce le “discontinuità” del percorso di affidamento di Corona e ricorda anche che già il 24 giugno scorso, su richiesta del sostituto pg Antonio Lamanna, il magistrato Giovanna Di Rosa aveva ammonito Corona per una vacanza a Capri che non era stata autorizzata. L’unico periodo senza violazioni delle regole, in sostanza, sono i quattro mesi, tra il giugno e l’ottobre del 2015, in cui Corona è stato affidato alla comunità Exodus di don Antonio Mazzi.

Nel periodo successivo, invece, scrivono i giudici, Corona ha manifestato tutte le sue “vulnerabilità personali” e le denunce e i “richiami” che ha subito in questo “percorso irto di difficoltà” sono apparsi a lui solo come degli “intoppi” nel suo lavoro. I giudici, come chiesto dalla procura generale, hanno anche disposto la trasmissione in procura delle sue dichiarazioni rese ieri in aula e relative ai pagamenti in nero per le serate nelle discoteche.