La svolta per l’omicidio dell’ingegnere Vittorio materazzo ucciso a coltellate ieri sera nella zona lata di Chiaia potrebbe essere vicina. Oggi in Procura – a quanto si è appreso – si svolgerà un summit tra i magistrati e gli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Napoli. Potrebbe esserci novità investigative in arrivo dopo gli interrogatori durati tutta la notte e la mattinata e alcuni elementi importanti raccolti. Gli investigatori indagano in tante direzioni – si esclude sicuramente la pista della criminalità organizzata e della rapina – ma tra le ipotesi prevalenti per l’omicidio di Vincenzo Materazzo, l’ingegnere di 51 anni ucciso ieri sera sotto casa a Napoli, c’è quella privilegiata che punta l’attenzione sull’ambito familiare. L’uomo, a quanto si è appreso, aveva una controversia per motivi patrimoniali con alcuni familiari. Le indagini sull’omicidio sono coordinate dai procuratori aggiunti Luigi Frunzio e Nunzio Fragliasso e dal pm Luisanna Figliolia che ieri è andata sul posto dell’omicidio, in viale Maria Cristina di Savoia, e ha sentito in Questura i testimoni. Materazzo – sposato, due figli di 9 e 12 anni – è stato raggiunto e colpito più volte dopo aver parcheggiato l’auto nel garage sotto casa. L’assassino sarebbe stato visto scappare a piedi dopo l’omicidio, con il volto coperto dal casco. Gli investigatori stanno visionando immagini delle videocamere presenti in zona per elementi utili alle indagini. La vittima – la circostanza viene riferita da organi di stampa – aveva chiesto la riesumazione della salma del padre, morto nell’agosto 2015, perchè sospettava che quello del genitore non fosse stato un decesso per cause naturali. La Procura, dopo accertamenti preliminari, chiese l’archiviazione che venne disposta dal gip davanti al quale era stata presentata opposizione dal legale di Materazzo.

C’è silenzio nella strada dove ieri sera a Napoli è stato accoltellato Vittorio Materazzo. Nessuno ha voglia di commentare quanto accaduto. Una volante della Polizia è all’esterno del palazzo. Un parente della vittima, entrando in casa con un bambino, ha chiesto di essere lasciato in pace. “Andatevene – ha detto ai giornalisti – lasciateci in pace, sono state dette cose vergognose”.

 

 

 

Redazione Cronache della Campania