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Incontro De Luca-amministratori, la commissione Antimafia chiede chiarimenti in Procura

23 Novembre 2016 - 16:55 · Redazione Cronache della Campania

“La commissione Antimafia all`unanimità mi ha incaricato di richiedere preventivamente informazioni urgenti alla Procura della Repubblica di Napoli, in merito ad eventuali indagini in corso, agli atti ed ai documenti acquisiti ed alla posizione dei soggetti coinvolti, per verificare i presupposti per l`avvio di un`inchiesta da parte della nostra commissione, presupposto che naturalmente è legato al tema mafia, per verificare se ci sono i presupposti. Noi abbiamo sempre agito così per avviare le nostre inchieste ed anche questa volta useremo lo stesso metodo”.
Lo ha annunciato la presidente della commissione Antimafia, Rosy Bindi, in apertura di seduta che reca l`audizione del procuratore aggiunto di Palermo, Maria Teresa Principato.
La presidente Bindi ha spiegato che “durante l`ufficio di presidenza è stata formulata una richiesta, da parte dei gruppi di Gal, M5S, FI, Lega e Sinistra Italiana, in merito all`avvio di un`inchiesta della commissione sulla vicenda dell`incontro del presidente della regione Campania (Vincenzo De Luca, ndr) con esponenti della politica locale della stessa regione”.

“Il governatore della Campania ammette di fare uso del voto clientelare e istiga i sindaci del Pd ad utilizzare questo metodo per vincere al referendum. Non è un’illazione, solo le sue parole registrate e diffuse da tutti i media italiani. Sarebbe doveroso che la commissione Antimafia apra un’indagine conoscitiva e convochi il Ministro dell’Interno invece si è solo deciso di richiedere informazioni alla procura di Napoli. Il Pd ritiene che non vi siano ad oggi profili di competenza della commissione antimafia in merito a quanto accaduto ed eventualmente se ne potrà discutere solo dopo il 4 dicembre. Questa è la situazione reale della classe politica del Pd. Un atto vergognoso”. I membri M5S della commissione Antimafia denunciano quanto accaduto oggi in ufficio di presidenza: “Mirabelli tanto difensore della legalità, si muove a giorni alterni, e davanti al suo governatore si spaventa e si tira indietro, per sicuro ordine di Renzi. Quindi si può minacciare di morte la presidente della commissione Antimafia, due giorni dopo incitare al voto clientelare, assurgere a modello il sindaco di Agropoli e poi fare finta di nulla. Questi sono i nuovi padri costituenti, questi sono i difensori della legalità sempre pronti a stracciarsi le vesti, e poi chinare il capo a ordine di scuderia superiori, cioè scattare sugli attenti di Renzi e De Luca”, Bindi ha chiarito, in apertura della seduta odierna della Commissione, che la richiesta è arrivata durante l’ufficio di presidenza da parte dei gruppi Gal, Fi, Lega, Sinistra italiana, M5S, in merito all’avvio di una inchiesta sulla vicenda dell’incontro del Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, con esponenti della politica locale della stessa regione.