Nocera Inferiore, guerra per lo spaccio: restano in cella Iannone, Tortora e Manzo

Nocera Inferiore. Guerra per lo spaccio di droga e spari ai rivali: restano in carcere Marco Iannone, Mario Tortora e Francesco Manzo. Il gip del Tribunale di Nocera Inferiore, Paolo Valiante, non convalida il fermo emesso dal pm della Dda Vincenzo Senatore ma applica un’ordinanza di custodia cautelare in carcere ai tre fermati dalla Polizia domenica notte. Il giudice non ravvisa per Iannone e Tortora l’aggravante dell’intimidazione mafiosa ma rimette gli atti all’antimafia per un approfondimento di indagine sul contesto nel quale sono maturati gli attentati degli ultimi due mesi a Nocera Inferiore. I tre arrestati devono rispondere a vario titolo di rapina, tentato omicidio e porto e detenzione di armi da sparo in luogo pubblico per gli episodi avvenuti il 25 ottobre scorso, quando due persone – si ritiene Iannone e Tortora – in via D’Alessandro diedero la caccia a Francesco Manzo per sparargli. Stamattina, i tre sono stati interrogati dal giudice per le indagini preliminari, alla presenza dei rispettivi difensori. Il solo a fornire un ‘alibi’ e delle spiegazioni plausibili che ora dovranno essere verificate è stato Marco Iannone, difeso dagli avvocati Mario Gallo e Bonaventura Carrara. Mentre Tortora ha sostenuto di non essere a Nocera quel pomeriggio, non sapendo poi fornire spiegazioni dettagliate sui suoi spostamenti. Si è avvalso della facoltà di non rispondere, invece, Francesco Manzo, difeso dall’avvocato Gregorio Sorrento. Quest’ultimo era l’obiettivo di due uomini in sella ad uno scooter nero che quel giorno cercarono il pregiudicato prima in un centro estetico e poi nei pressi della palestra di via D’Alessandro dove poi furono esplosi numerosi colpi di pistola. A riconoscere i protagonisti dello scontro armato da far west un ispettore del commissariato di Nocera Inferiore ma anche alcuni testimoni, il resto lo hanno fatto le telecamere di videosorveglianza situate presso locali pubblici e quella di sicurezza del Comune poste tra via D’Alessandro e via Napoli. Iannone, invece, ha riferito che al momento degli spari dinanzi alla palestra lui era da tutt’altra parte, in via Siciliano, dove avrebbe scambiato anche qualche parola con un carabinieri che lo aveva riconosciuto. Ma di essersi diretto nella zona degli spari perché gli avevano detto della rapina e si era preoccupato per le sorti del fratello che abita in quella zona. Ma oltre all’episodio specifico contestato ai tre indagati, tutti rispediti a Fuorni dopo l’interrogatorio, il Gip ha ricostruito l’escalation criminale degli ultimi mesi nei quali due gruppi si contendono il mercato dello spaccio di droga, a colpi di pistolettate e tentati omicidi nei confronti dei rivali. Secondo gli inquirenti da una parte vi sarebbe il gruppo capeggiato dai fratelli Luigi e Michele Cuomo, del quale farebbe parte anche Manzo. Dall’altro invece, quello di Francesco D’Elia, attualmente in carcere appoggiato da Iannone, Tortora ed altri pregiudicati nocerini. (r.f.)

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