Pagani, sparito il pentito che accusa il clan Fezza-Petrosino D’Auria

Nessuno sa dove sia Gerardo Baselice. Del sessantenne paganese ex collaboratore di giustizia non vi è traccia da tempo. Due giorni fa, i giudici del tribunale di Nocera Inferiore hanno dovuto nuovamente prendere atto della circostanza, dopo quanto riferito dalla polizia giudiziaria sull’esito delle ricerche effettuate, per comunicargli la presenza in aula. Insieme a Domenico Califano, Baselice aveva di fatto svelato i contorni della maxi inchiesta sul “sistema Pagani”, oggi in fase dibattimentale. All’epoca del blitz l’operazione fu ribattezzata “Taurina Revenge”, con le attenzioni concentrate sul clan Fezza-Petrosino D’Auria e la gestione del mercato della droga a più livelli. Due giorni fa, Baselice era atteso in aula, ma non si è presentato. Gli avvocati della difesa hanno chiesto al collegio giudicante di acquisire le sue dichiarazioni precedenti al blitz, nel caso non si riuscisse a localizzarlo in futuro. Il nome di Baselice compare per la prima volta nel processo per l’omicidio Aziz. In seguito, le sue dichiarazioni furono utilizzate anche in altri procedimenti che sfioravano diversi elementi ritenuti organici al clan di camorra. Per “Taurina Revenge”, nel dettaglio, Baselice – così come Califano – avrebbe avuto il compito di custodire armi e droga per il gruppo criminale composto – secondo le indagini – da Vincenzo Confessore, Francesco Fezza e Andrea De Vivo. Il locale individuato per il deposito era un box-garage in via San Domenico a Pagani, nei pressi del parcheggio Sant’Alfonso.


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