Secondigliano, omicidio Grimaldi: condannati “solo” a 30 anni Caiazzo e Foria

Furono arrestati nel dicembre 2013 perché avevano fatto parte del gruppo di fuoco che il 17 luglio 2007 uc- cise Carmine Grimaldi, soprannominato “bombolone”. Grimaldi, uomo di fiducia del boss Vincenzo Licciardi, capo dell’omonimo clan di Secondigliano, venne assassinato nell’ambito della scissione del gruppo dei Sacco-Bocchetti dal clan Licciardi. La scissione delle due fazioni avvenne, per gli uomini della Dda, a causa dei contrasti nati per il controllo delle piazze di spaccio degli stupefacenti a Secondigliano e San Pietro a Pa- tierno, dando poi origine non solo alla stessa scissione, ma anche all’omicidio del Grimaldi. Ieri la Corte d’Assise d’Appello ha condannato Vincenzo Caiazzo e Stefano Foria ad una pena di 30 anni di carcere. Una decisione, quella dell’Appello, come riporta Il Roma, che ha mitigato, e non poco, la condanna in primo grado all’ergastolo nei confronti dei due uomini ritenuti appartenenti al can operante nella zona di Secondigliano e San Pietro a Patierno.

(nella foto Vincenzo Caiazzo e Stefano Foria)