Truffa Rc auto, gli stabiesi Cecco e D’Aniello “assicuravano” una Ferrari per 450 euro

Erano i Bonnie & Clyde della truffa alle assicurazioni, il 41 enne stabiese Domenico Cecco e la moglie Filomena D’Aniello raggiunti ieri da un’ordinanza di custodia cautelare insieme con Umberto Spagnoletta, 34enne di Lettere, e Francesco Paolo Spagnoletta, 37enne di Casola di Napoli. Avevano messo in piedi una mega truffa ai danni dell’Allinaz assicurazioni facendo risultare residenti in Piemonte ben 161 cittadini della provincia di Napoli.  I carabinieri sono riusciti ad accertare la vendita delle assicurazioni falsificate, tra Castellammare di Stabia, Torre Annunziata, Torre del Greco e Pompei ma si teme che il giro possa essere più vasto. Nell’inchiesta sarebbero coinvolti anche studi di noti avvocati di Castellammare, Gragnano e dei Monti Lattari. La truffa è stata scoperta dalla Procura di Ivrea e rappresenta il prosieguo delle indagini  che nei mesi scorsi ha già portato a disporre misure cautelari nei confronti di altre quattro persone: Matteo Cena, 36 anni e Marco Salamon, en­trambi piemontesi, e Antonio Mascolo, 52 anni e Giovanna Schiavone, 51 anni, una cop­pia originaria di Pompei ma da anni residente a Venaria.  Matteo Cena, vera e propria mente dell’organizzazione, era riuscito a far risultare im­macolati anche gli attestati di rischio di persone che aveva­ no provocato ben 13 incidenti in pochissimi mesi. I due stabiesi, Cecco già era in carcere, era già stati coinvolti nel 2012 in un’inchiesta della Procura di Torino che portò in carcere 12 persone. Il sistema era sempre lo stesso. Gli investigatori in quel caso riuscirono a scoprire che la banda si era permesso il lusso di assicurare una Ferrari per 450 euro.