Camorra: 20 anni di carcere al ras degli “scissionisti” Giovanni Esposito, assolto il boss di Mugnano, Biagio Iazzetta. TUTTE LE CONDANNE

La Corte d’assise d’appello di Napoli ha confermato la condanna a 20 anni di carcere per il ras Giovanni Esposito “’o muort”, cognato del boss Antonio Abbinante ed ex reggente del clan degli “scissionisti” del rione Monterosa accusato insieme con una dozzina di altri boss e complici di traffico di droga. Ma per gli altri il giudizio di secondo grado è stato deciamente più clemente. Come nel caso del boss di Mugnano, Biagio Iazzetta. Il boss di Mugnano, assistito dall’avvocato Claudio Davino, è infatti riuscito a spuntare la piena assoluzione, nonostante la richiesta del procuratore generale a vent’anni di carcere. Anche gli altri otto scissionisti sono stati invece sì condannati, come riporta Il Roma, ma con pene relativamente leggere, soprattutto in relazione ai fatti loro contestati: Giovanni Raia, difeso dall’avvocato Michele Caiafa, ha rimediato 11 anni di carcere, cinque in meno rispetto al precedente verdetto; Salvatore e Luca Dell’Annunziata, dopo aver ammesso gli addebiti conte-statigli dalla Procura, se la sono cavata rispettivamente con 9 e 8 anni di reclusione: in primo grado ne avevano invece incassata 14 e 12: Raffaele e Antonio Mincione, avendo rinunciato ai motivi d’appello se la sono cavata con soli 9 e 8 anni di reclusione a fronte dei 14 e 12 ricevuti nel giudizio maturato nell’ottobre 2015; ancora meglio è andata invece ad Amodio Marrone e Pasquale Riccio, i quali, alla luce della decisione di collaborare con lo Stato, sono riusciti a incassare una pena ancora più leggera: 6 anni e 8 mesi per entrambi al posto dei dieci e dodici anni ottenuti invece in primo grado.  Antonio Cennamo è stato condannato a otto anni, in primo grado ne aveva incassato 16.
Tutti gli imputati furono arrestati  il 20 gennaio del 2015, quando la Dda li incriminò con l’accusa di controllare le zone di spaccio dello Chalet Bakù, del rione Monterosa, dei Sette Palazzi e delle Ca- se dei Puffi. Per gli inquirenti i componenti del gruppo, quasi degli Abete- Abbinante-Notturno, svolgevano anche funzioni di ronda armata per evitare attacchi da parte dei nuovi nemici della Vanella Grassi.

(nella foto il ras Giovanni Esposito al momento dell’arresto)