“Portami una bottiglia di vino bianco”, così ad Aversa si ordinava la cocaina

Il gruppo di pusher che stava inondando la città di Aversa di sostanze stupefacenti utilizzava una terminologia da enoteca per sviare eventuali controlli e intercettezioni telefoniche. E così il vino bianco era la cocaina, quello rosso il crack. La bottiglia era l’unità di misura e alla richiesta di una di esse corrispondevano 10 grammi di sostanza stupefacente. Lo hanno scoperto i carabinieri nel corso del’indagine che nei giorni scorsi ha portato in carcere 11 persone e tra questi il ras  Luigi Carobene detto Gheddafi  con il suo gruppo che controllava la zona di Aversa Sud, in pieno centro storico, nell’antico quartiere spagnolo, e il Corso Bersaglieri e poi c’era il gruppo di  Salvatore Daniele del cugino omonimo e dal socio incensurato e insospettabile Giovanni Turco che invece controllava piazza Papa Giovanni XIII e la zona delle case popolari. Salvatore Daniele oltre alla terminologia da vignaiolo  aveva anche escogitato un sistema per cercare di non farsi mai trovare con la droga addosso. La merce era infatti custodita dall’ incesurato Giovanni Turco sempre pronto a rispondere alle ordinazioni di “vino” che gli venivano fatte dal Daniele. Ma tra i due soci non tutto è filato liscio visto che i carabinieri nel corso di alcune intercettazion i ambientali a ca sa di Turco ascoltano quest’ultimo mentre discute con la moglie: “Tremila euro in quattro giorni sono pochi, Daniele poteva ricavarne almeno ottomila euro”.Turco e Daniele  avevano coinvolto nel traffico anche le mogli che  non sono state arrestate perché la loro posizione è stata definita, marginale. Infatti quando Giovanni Turco era a letto febbricitante, a casa sua a recuperare la droga si sarebbe recata la moglie di Daniele alla quale la sostanza sarebbe stata consegnata dalla moglie di Turco. Il gruppo di Daniele e  Turco è stat incastrato anche grazie a numerosi pedinamenti oltre alle intercettazioni. I carabinieri infatti hanno fotografato più volte Turco che dopo aver ricevuto la telefonata di portare il vino da Daniele si presentava a casa di quest’ultimo sempre a mani vuote. Segno che non si trattava di vino ma di qualcosa meno voluminoso come piccoli quantitativi di droga.

 

(nella foto da sinistra Salvatore Daniele 1979, Giovanni Turco e Salvatore Daniele 1987, gli specialisti del traffico di droga camuffato con ordinativi di vino)