Candidata a sua insaputa: la Procura di Napoli apre l’inchiesta

La procura di Napoli ha aperto un fascicolo sul caso della giovane che ha scoperto di essere stata candidata a sua insaputa alle ultime elezioni comunali. Al momento non sono formulate ipotesi di reato. L’indagine sarà affidata a un pm della sezione reati contro la pubblica amministrazione, coordinata dal procuratore aggiunto Alfonso D’Avino. Il fascicolo è stato aperto in seguito alla notizia, pubblicata ieri dal quotidiano Il Mattino: Federica, 23 anni, affetta dalla sindrome down, ha scoperto per caso di essere stata inserita al sedicesimo posto della lista Napoli Vale-Valeria Valente sindaco, la candidata Pd a sindaco del centrosinistra. La circostanza è venuta alla luce solo dopo che la Corte di Appello le ha chiesto di presentare il rendiconto delle spese e dei contributi elettorali. Al momento, agli atti della magistratura, non risultano altri casi analoghi.

“Oggi il delegato della lista Napoli Vale alle amministrative ha presentato richiesta di accesso agli atti. Occorrerà qualche giorno per avere tutta la documentazione. E’ il primo necessario passo per fare piena luce sulla notizia riportata dal Mattino e ripresa da altri quotidiani, di una persona Candidata a sua insaputa nella lista Napoli Vale, oltre a diverse altre candidate in liste di altre coalizioni. Io chiedo e voglio che si faccia chiarezza, anche a nome di tante persone oneste e perbene su cui oggi viene ingiustamente gettata un’ombra, a partire dalla ragazza e dai familiari da cui è stato sollevato il caso. Anche per loro ho intrapreso questa iniziativa”. Lo scrive in un post su facebook la deputata e capogruppo Pd al Consiglio comunale di Napoli Valeria Valente. “Una spiegazione, però, voglio darla fin da ora. Molti mi chiedono come mai non conosca la persona che ha denunciato il fatto e la sua famiglia. E’ la prima domanda naturale che, da non addetta ai lavori, mi sarei fatta anch’io. Nelle liste che hanno sostenuto la mia candidatura a Sindaco, come in quelle dei miei principali avversari, erano presenti quasi 400 candidati a consigliere, una media di 35 per lista. Molti di loro li conosco di persona, diversi li ho spinti io personalmente a candidarsi, ma altri naturalmente non li conosco direttamente. Per questo – dice – la richiesta di accesso agli atti e la verifica dei documenti è indispensabile per ristabilire una verità oggettiva di come sono andate le cose”. “Leggendo le dichiarazioni riportare dagli articoli di giornale su questa vicenda, stamattina, debbo tristemente rilevare volontà di sciacallaggio che accompagna alcune forze e personaggi politici. Ce ne faremo e me ne farò una ragione. Continuerò ogni giorno, con serenità e determinazione, ad andare avanti nell’interesse della città. Oggi ho incontrato associazioni e uffici sul tema del diritto alla casa, che in questa città viene sempre di più gestito con un atteggiamento forte verso i deboli e accondiscendente verso i forti. In queste ore poi registriamo un importante risultato grazie alla puntuale e costante azione dell’associazione di Gaetano Brancaccio, che, come gruppo, abbiamo supportato in Consiglio comunale: il Comune finalmente ha dovuto ammettere ritardi e problemi nella gestione dell’appalto Monumentando. Avevamo ragione. Un buon motivo in più per andare avanti nell’interesse di Napoli”, conclude Valente.

“Alle scorse elezioni comunali a Napoli una ragazza affetta da sindrome di down sarebbe stata inserita a sua insaputa in una delle liste a sostegno di Valeria Valente, candidata del Partito Democratico alla carica di sindaco. Si trattava della lista civica Napoli Vale-Valeria Valente sindaco che, come si vede, riportava sia il nome dell’aspirante prima cittadina sia lo slogan usato in campagna elettorale. La parlamentare e consigliera comunale afferma di essere totalmente all’oscuro di tutto. Ma c’e’ da chiedersi come sia possibile che un candidato sindaco non conosca l’identita’ di chi la sostiene e non sappia come vengono compilate le liste a lei ricollegate”. Cosi’ su Facebook il deputato M5S, Roberto Fico. “Questo la dice lunga – prosegue – su come i partiti facciano politica e si presentino ai cittadini arrivando addirittura a utilizzare per i propri fini le persone piu’ deboli. E a quanto emerge nelle ultime ore, non si tratterebbe neanche di un fatto isolato. I miei colleghi della commissione Affari sociali hanno gia’ annunciato che assumeranno iniziative in Parlamento al riguardo. Occorre fare luce su questa vicenda gravissima e capire cosa sia successo” conclude il deputato 5 Stelle. (AGI) Sim 301531 GEN 17 NNN