Il pentito: “Ecco dove la camorra ha interrato i rifiuti tossici sul Vesuvio”

“Al momento del mio arresto ho consegnato armi, muni­zioni, droga. Ho fatto fare anche ritrovamenti di rifiuti tossici interrati, quelli della camorra”. Un rivelazione choc per chi la ascoltata la prima volta in aula l’altro giorno quella del pentito di camorra Ciro Gaudino. Il killer del week end o il killer con la valigia quello che lavorava come carpentiere a Firenze e che tornava durante i fine settimana ad Ercolano per compiere omicidi per conto del clan Ascione-Papale, lui che era parente del ras Ciro Montella ‘ o lione, negli anni cruenti della faida contro i Birra-Iacomino che ha lasciato sul selciato oltre una cinquantina di morti. Lo ha raccontato  durante la deposizione al processo per l’omicidio della vittima innocente Salvatore Barbaro, il giovane neomelodico Salvio il cantante ucciso per un errore di persona. Le deposizioni del pentito Ciro Gaudino rispetto ai rifiuti tossici interrati dalla camorra sul Vesuvio sono ancora oggetto di indagine ma sono serviti a far scoprire ai carabinieri del Noe lo scorso anno la mega discarica di 400mila metri cubi alle falde del Vesuvio in cui era interrato di tutto. Quindi secondo il pentito i clan della camorra di Ercolano avevano tarsfromato parte del territorio del monte nella pattumiera che portava migliaia di euro nelle casse e intanto avvelenava l’agricoltura. L’inchiesta della dda di Napoli rispetto a questo filone investigativo, nato dalle sue confessioni, continua. Si cercano i riscontri alle sue parole ma si cercadi scoprire soprattutto chi ha avvelenato invece un territorio unico per il suo paesaggio e che dovrebbe rappresnetare fonte di guadagno per il sistema turistico e non solo di Napoli e provincia.