La grande vergogna dell’ospedale di Sarno: visite e medicine gratis agli amici. Quattro misure cautelari e 27 indagati. TUTTI I NOMI

La grande vergogna e il grande scandalo del sistema sanitario in Campania continua ad arricchire ogni giorno di pagine nuove il “libro nero” della Sanità. Non si sono ancora spenti i riflettori dall’ospedale di Nola che la Procura di Nocera Inferiore porta alla luce il cosiddetto “Sistema Sarno”, un ospedale porto di mare dove sparivano costosi mediciali per migliaia di euro e destinati al mercato nero e dove grazie alle amicizie e alle complicità vi era chi poteva ottenere di tutto (compreso costosi medicinali che portava a casa) mentre i pazienti che rispettavano regole e leggi erano costretti  ad attendere mesi per vedersi inserire nelle liste delle visite ambulatoriali. Ebbene queste vergognoso “sistema Sarno” è stato scoperchiato da un’inchiesta condotta dai carabinieri della Stazione di San Valentino Torio  e coordinata dal pm Roberto Lenza della Procura di Nocera Inferiore e che stamane ha portato all’emissione di 4 misure cautelari personali emesse dal gip Paolo Valiante di Nocera Inferiore nei confronti di altrettanti soggetti accusati a vario titolo di peculato di farmaci a uso esclusivamente ospedaliero e prestazioni sanitarie senza il pagamento del ticket sanitari. Gli indagati invece sono 27 tra cui 7 medici, tre infermieri, due dipendenti addetti alle pulizie, tutti dell’ospedale di Sarno e 15  pazienti. Medici, infermieri e dipenenti sono accusati di aver fornito medicinali e prestazioni mediche specialistiche gratuite ai loro amici e conoscenti facendo passare tutti come ricoverati al pronto soccorso. Agli arresti domiciliari è  finito Alfonso Ferrante infermiere 51enne, in servizio presso l’ospedale di Sarno, mentre è stata sospesa dal pubblico servizio una collega 47enne Immacolata Cardarelli di San Giuseppe Vesuviano. Oltre ai due infermieri sono stati colpiti da divieto di dimora, nei comuni delle rispettive sedi di servizio, Concetta Barba una 49enne di Sarno, convivente di Ferrante, addetta alle pulizie dell’ospedale Martiri di Villa Malta e Giovanni Strino 39enne tecnico di apparecchiature sanitarie in servizio presso l’ospedale civile Mauro Scarlato di Scafati.  Il gip Paolo Valiante della Procura di Nocera ha invece rigettato le misure cautelari nei confronti di Chrystyna Barbara Liwosz e Oksana Shestopalova, che restano indagate a piede libero insieme con le altre 25 persone. Il “sistema Sarno” è stato scoperchiato da questa inchiesta che ha fatto finire tra gli indagati appunto oltre ai 4 colpiti dalle misure cautelare anche altri dodici dipendenti. Ecco i nomi: i medici Teresa Carfora, Giuliana Vespere, Paolo Scarpato (in servizio anche a Scafati), Rosalba Ferrante, Teresa Carfora, Luciano Iovino  e Filippo Angrora; gli inferimieri Domenico Tortora,  Patrizio Albano e Sergio Crescenzo, i due dipendenti Nancy Tortora e Mario Crescenzo. E poi i pazienti che hanno usufruito dei “servizi speciali” dei loro amici: Armando Della Porta, Salvatore Vergati, Antonio Vergati, Antonio Nappi (di Scafati), Giuseppe Landucci, Teresa Califano, Mario Crescenzo, Giuseppe Comunale, Attilio Marrazzo, Domenico Marciano, Alfonso D’Ambrosio,  Galinova Kresimira Marinova, e Marianna De Filippo.

Le indagini, condotte dall’Arma e coordinate dalla procura di Nocera Inferiore, hanno consentito di acclarare le responsabilità degli indagati in merito a numerosi episodi di peculato di farmaci ad uso esclusivamente ospedaliero nonché l’erogazione, in favore di pazienti, di servizi ambulatoriali all’interno del nosocomio sarnese effettuata eludendo i pagamenti dei prescritti ticket prestazionali.

Rosaria Federico

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