Omicidio Dallarino, il boss Domenico Belforte si difende dal carcere: il pm chiede l’ergastolo per i 4 imputati

Caserta. Faida di Marcianise: quattro richieste di ergastolo per l’omicidio di Pasquale Dallarino, ucciso il 17 luglio del 1997. Il boss Domenico Belforte, i presunti killer Pasquale Cirillo, Vittorio Musone e Gennaro Buonanno, potrebbero essere condannati all’ergastolo. Questa la richiesta del pm antimafia Luigi Landolfi al Giudice per le udienze preliminari nel corso del processo con rito abbreviato che si sta svolgendo al Tribunale di Napoli. A ricostruire l’omicidio del 1997 è stato il superpentito Salvatore Belforte, che accusa il fratello, Domenico, di essere tornato in città quel giorno, violando l’obbligo di dimora nel bergamasco, per uccidere un parente dei boss rivali, i Piccolo. Nel corso del processo che si è celebrato ieri mattina, il boss Domenico Belforte, detenuto in regime di 41 bis nel carcere di Sassari ha fatto dichiarazioni spontanee, sostenendo che gli è stato negato il diritto alla difesa e che con l’omicidio di Dallarino non c’entra nulla. Belforte ha raccontato che l’omicidio fu fatto da Vittorio Santonicola e Felice Napolitano, alias ‘ciaravella’ entrambi nel frattempo deceduti. Ma la Dda sostiene che a sparare al rivale fu porprio Domenico Belforte, Cirillo guidava la moto e Buonanno Musone erano gli specchiettisti. A fine mese il giudice per le udienze preliminari dovrà decidere sulle richieste di accusa e difesa ed emettere la sentenza.


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