Imputato assente in aula: contumace? “No, signor giudice è morto”. La storia del torrese Domenico Luciano
Torre Annunziata. “Il processo? Va rinviato. L’imputato forse è morto”. E’ accaduto in aula del Tribunale di Como, ma l’imputato probabilmente deceduto è originario di Torre Annunziata. Si tratterebbe infatti di Domenico Luciano, 54enne oplontino, finito alla sbarra con l’accusa di aver fatto parte di una banda di ladri. Banda che avrebbe messo a segno diversi furti al nord Italia.
L’avvocato Christian Mazzeo, rispondendo alla collega Caterina Vassallo, che sosteneva di non avere mai avuto contatti con il suo assistito, ha esclamato in aula: ovvio « lui è morto». Il giudice Alessandra Conticelli, dunque, è stata costretta a rinviare il giudizio al prossimo 8 maggio. Il tutto in attesa che l’anagrafe, dopo i dovuti controlli, comunichi quando e se l’imputato sia effettivamente deceduto.
Luciano, insieme a Giuseppe Villano, quest’ultimo, di 46 anni, originario invece di San Giorgio a Cremano, avrebbe dovuto rispondere di un furto commesso nel 2011, a Campione d’Italia, ai danni di una anziana che aveva appena ritirato i 1400 franchi della pensione allo sportello della banca Popolare di Sondrio. I due, per l’accusa, riuscirono a distrarla gettando a terra delle monetine. “Signora…Ha perso i suoi soldi”, il presunto stratagemma utilizzato dalla coppia per sfilare all’anziana vittima, dalla borsetta, la busta contenente le banconote della pensione.
Monica Barba
