Loreto Mare: per 50 arrestati su 55 il gip concede la possibilità di andare al lavoro. TUTTI I NOMI

“Abbiamo chiesto al gip di autorizzare chi e’ finito agli arresti domiciliari per la truffa al Loreto Mare di lasciare la propria abitazione ogni mattina per andare al lavorare. Non vogliamo che l’ospedale resti senza assistenza”. Lo sottolinea il procuratore Nunzio Fragliasso, che regge la Procura di Napoli dopo il pensionamento di Giovanni Colangelo. “Per 50 su 55 persone arrestate il gip ha concesso l’autorizzazione – annuncia – devono stare a casa tranne che per andare a lavorare. Per 5 non c’e’ stata attenuazione della misura. L’indagine e’ gia’ chiusa e abbiamo inviato a tutti l’avviso di chiusera indagine”. “Si tratta di professionisti del cartellino – spiega l’aggiunto Alfonso D’Avino – in soli tre mesi, dal novembre del 2015 al febbraio 2016, una persona ha timbrato 443 volte per altri soggetti che non erano al lavoro. Un danno erariale di 38mila euro ma il calcolo e’ ancora in corso”. In un anno si stimano danni per 800mila euro. C’e’ stato un sequestro preventivo di 300mila euro perche’ alcuni medici svolgevano una attivita’ medica parallella in centri privati “violando il principio di esclusiva che hanno con l’Asl”. Le carenze erano in tutti i reparti: ufficio passi, l’economato, la direzione sanitaria e quasi tutti i reparti di emergenza: pronto soccorso, ostetricia, chirurgia, radiologia, neurologia. “Sono emerse condotte preoccupanti – racconta il maggiore Tiano che dirige il Nas di Napoli – alcuni erano professionisti del falso dediti alla contraffazione di schede per le pay tv. Abbiamo registrato violazioni plurimi e preoccupanti”.

 

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