Torre Annunziata, il boss fece incendiare l’auto della vicina “impicciona” che aveva scoperto la sua “tresca”

Torre Annunziata. Gaetano Maresca ‘o saccaro aveva un’amante a Torre del Greco. La relazione clandestina fu però scoperta dalla vicina di casa della donna. Vicina che andava punita, perchè chiacchierava troppo su quella “tresca” segreta. Per questo motivo – secondo la ricostruzione degli inquirenti, nonchè su input dettatogli proprio dalla sua amante – ‘o saccaro avrebbe spiegato ai suoi presunti complici, Carmine Troiano, Salvatore Esposito e Gennaro Troncato, tutti indagati insieme a Maresca per il raid intimidatorio da compiere in “trasferta”, il suo piano: incendiarle l’auto, una Lancia Musa abitualmente parcheggiata in strada e sotto casa della donna che “sapeva troppo”.

L’attentato, compiuto a Torre del Greco lo scorso 2 marzo, per metterle paura e zittirla, fu compiuto materialmente – la tesi investigativa – dal solo Carmine Troiano, di ritorno da Lanciano, in Abruzzo, dove, secondo l’accusa, poche ore prima si era recato per consegnare una grossa partita di droga. Troiano, appena messo piede in zona, venne poi “scortato” da Esposito e Troncato fino a Torre del Greco. Ma questi ultimi, durante l’attesa e rimasti soli in auto, si mostrano perplessi. “Adesso vedrai che casino che accadrà…deve fare lo stesso servizio che fece alla moglie di Colonia”, dice Esposito a Troncato.

L’ultimo riferimento – per l’accusa – è chiaro. L’attentato incendiario ai danni della donna che “sapeva troppo” ha le stesse modalità, escluso il movente, di quanto accaduto meno di un mese prima all’autovettura di proprietà della moglie dello storico braccio destro del boss rivale del clan Gionta, Francesco Gallo, alias “Ciccio ‘o cavaliere”. E’ il 6 febbraio, via Oplonti, zona sud di Torre Annunziata. Durante la notte, un’auto, modello Suv  Hyundai bianco, d’improvviso viene data alla fiamme. Coinvolte nel rogo altre due autovetture. Di tutte resterà solo il telaio. Secondo gli inquirenti nessun dubbio: è l’inizio della nuova faida di camorra. Spari, roghi e bombe nascoste nelle scuole, nonostante i bambini col grembiule. E’ la dura legge dei clan.

 Monica Barba

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