Dovranno comparire davanti al giudice per aver aggredito Marianna Fabozzi appena arrivata nel carcere di Pozzuoli. La “strega” del parco Verde di Caivano ora agli arresti domiciliari e che proprio l’altra giorno durante l’ennesima udienza del processo per la morte della piccola Fortuna Loffredo, è stato accusata dal suo compagno Raimondo Caputo, di aver ucciso sia Chicco sia il suo figlioletto, fu “salvata” dal provvidenziale arrivo delle guardie penitenziarie, due delle quali rimasero anche ferite. Qualche giorno dopo la Fabozzi provò ad impiccarsi in carcere. Ora per quel pestaggio la procura ha chiesto il rinvio a giudizio per la capo delle rivoltose ovvero, Marianna Sannino, detenuta dal 27 gennaio 2015 quando fu arrestato in un maxi blitz contro il clan Falanga di Torre del Greco e condannata a 15 anni di carcere il mese scorso, e Giovanna De Liso di Acerra. Sono accusate di lesioni ag­gravate e resistenza a pubblico ufficiale. Le due donne – difese rispettivamente dall’avvocato Gennaro Ausiello e dal pool di legali composto dall’avvocato Giacomo Pace e dall’avvocato Giuseppe Forni – compariranno a metà maggio, esattamente a un anno di distanza dai fatti, davanti al gup Maria Gabriella Pepe chiamata a decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio. Stralciate dal procedimento principale, invece, le posizioni delle restanti detenute protagoniste del linciaggio alla “Strega” Marianna Fabozzi nel carcere di Pozzuoli. Alcune detenute dopo l’aggressione scrissero anche una lettera in cui in pratica si accusavano del fatto: “I bambini non si toccano. È inaccettabile pensare possano accadere epi­sodi del genere: doveva avere una lezione”

 

 

Redazione Cronache della Campania