Camorra, il boss pentito: “Volevo uccidere Pasquale Puca nel corso di un processo”

Il boss di Casandrino e Grumo Nevano, ora pentito, Vincenzo Marrazzo con tutta la sua famiglia e grande accusatore di Pasquale Puca ‘o minorenne ha confessato tra le altre cose che voleva compiere un’azione eclatante prima di pentirsi e uccidere anche Puca nell’aula di Tribunale durante un processo. E’ quanto viene riportato nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Maria Luisa Miranda e che ieri ha portato in carcere tutti i vertici del clan di Sant’Antimo. E quando i magistrati chiedono a Marrazzo di riferire se, dopo l’omicidio, durante il processo, Pasquale Puca avesse mai parlato con lui, in maniera esplicita o implicita, del ruolo di mandante avuto nella vicenda, ovvero se avesse mai negato di essere stato il mandante dell’omicidio. Il boss pentito ha spiegato: “…innanzitutto, tra capi non si fanno certi discorsi, ed inoltre nonc’era nessun bisogno che Puca confermasse tale suo ruolo, non potendo mai negare di essere stato il mandante: Infatti, se lo avesse negato, il Puca avrebbe dovuto spiegare a che titolo mi mandava 6mila euro al mese, poi passati a 10mila”. Non a caso Marrazzo nel corso di tutte le udienze -tranne una- si lamentava con Puca per spingere questi a comportarsi bene, cioè a corrispondergli con regolarità il denaro. E ricorda:”.. una volta, nel corso di un ‘udienza del processo per l’omicidio Verde, nella gabbia dei detenuti, gli misi anche le mani addosso al Puca e fui sul punto di tirargli anche un pugno. Lo invitai  ad uscire dalla porta che dà verso le scale, tanto che il cancelliere dovette intervenire… inoltre, gli ho mandato diversi messaggi, in cui gli facevocapire che, se non si fossero comportati bene, avrei fatto un passo…”, lasciando intendere che si sarebbe pentito, cosa che poi in seguito ha fatto. In un ‘altra occasione (in un giorno in cui erano fissati contemporaneamente il processo Scossa ed il processo Silvestro), alla discussione con Puca intervenne anche suo fratello Antonio, il quale loappoggiò e disse al Puca che non poteva trattarlo come un ragazzino, non facendogli arrivare le quote”. Marrazzo ha svelato ai magistrati un retroscena inedito:”…un giorno in cui erano programmate più di un ‘udienza, una delle quali a carico (anche) di Pasquale Puca, mi eroa attrezzato per ucciderlo a con uno strumento micidiale, ma poi il tutto sfumò per un disguido in ordine alla data di trattazione di uno dei processi”.

Rosaria Federico

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