Camorra, favorì la latitanza del boss Accurso: ai domiciliari 25enne di Sant’Antimo

Avrebbe aiutato il boss durante la sua latitanza procurandogli un appartamento con tutti i comfort, televisore a schermo piatto e porta blindata. I Carabinieri del Nucleo investigativo di Napoli hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, emessa dal gip di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale antimafia partenopea, nei confronti di Giuseppe D’Angelo, 25enne di Sant’Antimo , ritenuto responsabile di favoreggiamento personale con l’aggravante delle finalità mafiose. Giuseppe D’Angelo avrebbe favorito la latitanza del boss 24enne Umberto Accurso, inserito tra i 100 latitanti più pericolosi in Italia e ritenuto il reggente del clan camorristico Vanella-Grassi, attivo a Napoli nei quartieri Secondigliano, Scampia e San Pietro a Patierno. Il 25enne avrebbe procurato ad Accurso l’appartamento di Qualiano in cui fu localizzato e catturato dai Carabinieri l’11 maggio 2016. L’appartamento, al secondo piano di una palazzina, era stato dotato dei comfort e delle protezioni necessari ad affrontare la latitanza, tra i quali un televisore a schermo piatto e la porta blindata abbattuta dai Carabinieri durante l’irruzione.

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