Camorra, il boss pentito Accurso rivela: “Non volevamo uccidere Castiello”

Antonio Accurso non voleva uccidere Ciro Castiello detto “Barbetella” e quest’ultimo aveva equivocato sulle intenzioni del ras oggi pentito e del fratello Umberto, allora capi indiscussi sul territorio della “Vanella Grassi”. Ma la fuga del giovane affiliato, a conoscenza
dei fatti di sangue riconducibili al clan di Secondigliano, provocoĚ€ il pentimento di Mario Pacciarelli e diede il via al terremoto giudiziario che ha investito i “Girati”. A rivelare la circostanza, inedita da un punto di vista giornalistico, come riporta Il Roma, eĚ€ stato lo stesso Antonio Accurso in uno degli interrogatori cui eĚ€ stato sottoposto dai pm della Dda. Le sue dichiarazioni, scrive la procura antimafia, “convergono in maniera straordinaria con quanto giaĚ€ affermato dai precedenti collaboratori” e anche in relazione all’episodio in cui fuggiĚ€ Ciro Castiello. Mario Pacciarelli al riguardo aveva affermato tra l’altro che Accurso lo aveva mandato a cercare Fabio Di Natale (ndr esecutore materiale dell’omicidio di Antonio Matuozzo insieme a Ciro Castiello) unitamente a Pasquale Lucarelli “a’ zanzara” e a Diego Colurcio. Ha messo a verbale Antonio Accurso. “Per quanto mi riguarda Pacciarelli ha collaborato in quanto temeva la collaborazione di “Barbetella”. Lo disse anche alla “Zanzara” e a Diego Colurcio, quando stavano andando alla ricerca di Fabio Di Natale. Barbetella stava tutte le sere con noi, in una casa a Casoria, che era il nostro covo, dove ci rifugiammo dopo l’omicidio dei Matuozzo. Se avessimo voluto uccidere Ciro Castiello, sarebbe stato per noi facile”. Antonio Accurso parla anche dell’affiliazione di Diego Colurcio (arrestato nell’ultimo blitz contro l’associazione dei “Girati”, ndr) ribadendo i ruoli di quest’ultimo riferiti ai magistrati da Mario Pacciarelli, ossia di pusher nella piazza della Vinella fino al suo arresto in flagranza. Dopo la scarcerazione nel 2013, il boss pentitosi nel 2014 confermoĚ€ di averlo personalmente incaricato di distribuire le “mesate” ai carcerati. Aggiunge poi che, dopo il pentimento di Pacciarelli, aveva ritenuto opportuno cambiargli mansione affidandogli la distribuzione dello stupefacente alle piazze di spaccio controllate dalla Vanella Grassi. Diego Colurcio eĚ€ un mio amico.Poi si mise a vendere la droga e venne arrestato. A differenza di Cardone, quando fu scarcerato, entroĚ€ nel clan della Vinella Grassi, lo misi a dare le mesate ai carcerati poi, dopo il pentimento di Pacciarelli, gli cambiai ruolo: si occupava della distribuzione dello stupefacente sulle varie piazze, dopo il taglio che avveniva in una casa sul Cassano che ci aveva procurato …Omissis…. Non ha avuto altri incarichi, sa del duplice omicidio di …Omissis…essendo un nostro fedele affiliato”.

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